IUS SOLI: PERCHÈ NE PARLANO IN MOLTI?

Buongiorno ragazzi,

anche in questo afoso giovedì affrontiamo un tema importante e serio come quello dello ius soli.
Da settimane ormai se ne sente parlare, eppure siamo sicuri che neanche voi sappiate effettivamente di cosa si tratta.

Per spiegarvelo chiediamo l’aiuto, ancora una volta, dei nostri amici di Focus Junior che in questo articolo affrontano l’argomento in maniera molto chiara.

Cominciamo dall’origine della parola: ius soli deriva dal latino e significa letteralmente “legge del suolo”. Con lo Ius Soli, infatti, chiunque nasca “sul suolo” di una certa nazione ne diventa automaticamente cittadino.  Dunque il problema resta per tutti coloro che non sono nati nel nostro paese.

Cominciamo col dire che ottenere la cittadinanza di un paese non vuol dire solo ricevere un pezzo di carta, dei documenti e avere la possibilità di votare i propri rappresentanti alle elezioni. Essere cittadini di uno stato significa soprattutto appartenere a una comunità della quale si condividono i valori, la cultura, la storia, i comportamenti.  Ogni cittadino di una nazione, appartiene a una grande famiglia.

Per quanto riguarda l’Italia, secondo la legge attualmente in vigore, i figli di genitori stranieri, che dunque non possiedono la cittadinanza italiana,  possono diventare cittadini solo al compimento dei 18 anni d’età, sempre che lo desiderino e che abbiano sempre avuto residenza in Italia. E il famoso ius soli in Italia vorrebbe cambiare proprio questo aspetto della legge.

Se infatti la proposta di legge che in questi giorni è stata rinviata dovesse invece essere approvata così come è stata pensata ci sarebbero due modi per diventare cittadini italiani: da una parte lo ius soli temperato e dall’altra ius culture.

Chi è nato in Italia da genitori stranieri, di cui almeno uno sia in possesso di un permesso di soggiorno lungo e risiede nel nostro Paese legalmente e in via continuativa da almeno cinque anni, diventa automaticamente cittadino italiano. Secondo lo ius soli temperato, appunto.

Ius culturae, invece, vuol dire ”Legge della cultura”, secondo la traduzione latina. In questo caso potrà acquisire la cittadinanza il bambino nato da genitori stranieri oppure arrivato in Italia prima del compimento dei 12 anni, a condizione che abbia frequentato un percorso formativo per almeno 5 anni. In questo caso dunque, è la scuola ed il fatto di aver “respirato” cultura ed educazione italiane a fare di un figlio di stranieri un vero cittadino tricolore!

Ecco adesso sapete tutto e potete finalmente farvi una vostra idea.

Cosa ne pensate della legge sullo ius soli?