In Italia esiste una legge, in vigore dal novembre 2010, che vieta il taglio di orecchie, coda e qualsiasi altra mutilazione ad animali per motivi estetici.
Il provvedimento è stato chiesto a gran voce da veterinari e animalisti data la grande diffusione di questa pratica, dal momento che un mastino premiato ad un concorso di bellezza può aumentare il suo valore fino ad 80.000 euro. La legge può però essere facilmente aggirata se l’intervento viene giustificato con una motivazione medico-veterinaria, cioè necessaria per la salute dell’animale.
Ecco perché, a seguito di una manifestazione che ha avuto luogo a Milano in cui sono stati presentati circa 900 cani mutilati, si è riaccesa la polemica.
Il motivo della discussione è proprio questo: è giusto sottoporre gli animali ad interventi e sofferenze per partecipare a concorsi di bellezza?
Da molto tempo ormai ci sono diverse campagne di sensibilizzazione che, in un mondo influenzato da giornali e televisione, ricordano alle persone l’importanza di accettarsi per come si è e che la vera bellezza è quella naturale, non quella costruita da una serie di interventi estetici.
Questo concetto dovrebbe valere allora anche per i nostri amici a quattro zampe che pur non sapendo parlare, sono comunque esseri viventi.
Il problema è fondamentalmente il denaro, non è un segreto infatti che i premi di questi concorsi sono piuttosto ricchi e guadagnare attraverso di essi può sembrare una valida possibilità a persone senza cuore e pronte anche a mutilare i propri cani pur di arricchirsi.
Se da una parte si possono trovare veterinari compiacenti, sta però al giudizio delle singole persone capire che tale comportamento è sbagliato. È comprensibile che un padrone cerchi di guadagnare facendo partecipare il proprio animale a qualche concorso, ma dovrebbe farlo sempre nel rispetto dei diritti di quest’ultimo. Se un cane è stato creato con delle orecchie e una coda, anche quelle fanno parte della sua natura e quindi della sua bellezza, e l’idea di potergliele tagliare non sarebbe mai dovuta nascere, come i giudici dei concorsi non avrebbero mai dovuto incentivare questa pratica, premiando cani mutilati volontariamente dai proprietari.
Queste competizioni sono state inventate per il divertimento degli umani, non certo per quello dei cani che, in quanto tali, preferirebbero una passeggiata al parco rispetto a una sfilata per mettere in mostra il loro pelo lucente e andrebbero pertanto svolte nella salvaguardia e nel rispetto dell’animale.

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