In queste ultime settimane sui telegiornali, giornali e radio si continua a parlare dell’orribile attentato avvenuto a Parigi contemporaneamente in vari luoghi. Anche in Siria  e  altre zone del medio oriente stavano già e stanno tuttora soffrendo degli stessi attacchi terroristici. Attentati che stanno distruggendo vite di bambini, disabili, donne, studenti e tante altre persone innocenti. Civili che vivevano la loro giornata esattamente come noi. Chi compie ciò sono i terroristi i quali non appartengono ad uno stato  o ad un preciso movimento politico, ma fanno del terrore una loro incomprensibile fede ed in nome di una religione che, altrimenti, nella sua essenza predica la pace e la fratellanza. Sono sicuro che i terroristi  abbiano usato per fini loro la religione islamica  al fine di diffondere nel mondo una immensa paura e così  suscitare clamore con gli attentati di massa, omicidi, stragi, sequestri, sabotaggi e dirottamenti  aerei. Il fine è  quello di fare danno  alla società, ai governi, ai gruppi politici e religiosi, sperando, quindi,  di renderli fragili.  Lo scopo del terrorismo, quindi,  è creare terrore e paura nella società e distruggere molte delle certezze su cui si basa. Una di queste è la libertà. Però quanto noi siamo disposti a rinunciare ad essa per sentirci più al sicuro? Quanta paura abbiamo veramente del terrorismo  da perdere ogni ragione ? Oppure siamo disposti a ragionare per sconfiggerlo?
E’ vero che il terrorismo riesce, con i suoi terribili atti, a distruggere  la vita di una persona o di una famiglia intera, colpendo in  quello che c’è di più caro: un parente, un’abitazione, persino la propria vita. La paura giunge, fortemente, a chiunque, anche a chi si trova  molto lontano dal luogo  in cui si sono svolti gli attentati. Anche noi italiani non possiamo ritenerci protetti al massimo dalla violenza di eventuali aggressioni. Cominciamo anche noi a fare attenzione in quale luogo ci rechiamo: i locali di ritrovo alla  sera con i nostri amici, i concerti, il cinema, gli  stadi,  i bar e  tanti altri luoghi pubblici.
In questo momento confesso di provare una paura  che penso sia comune a tutti e ritengo che per prevenire queste stragi o ulteriori imprevisti bisognerebbe evitare i grandi incontri di massa, i quali possono attirare le attenzioni di questi gruppi portatori di morte e paura.
Sono convinto che ciascuno debba giocare bene il proprio ruolo: fare la scelta giusta. I governanti si occupino seriamente a debellare le basi di questi terroristi e fare di questi un attentissimo controllo nelle nostre nazioni. Anche a noi cittadini e giovani generazioni  tocca il difficile compito di difendere a modo nostro le nostre vite e la nostra indipendenza.
Quindi non possiamo per sempre rinunciare alla felicità per colpa di paure  che distruggerebbero per sempre ciò che di più caro abbiamo: la libertà. In nome di quest’ultima dobbiamo combattere la nostra piccola-grande guerra  e fare fronte a tanto male. Ciò si realizzerà mettendo in atto una  lotta silenziosa: fare il nostro quotidiano dovere e continuando a vivere, normalmente. Penso che sia un prezzo che ne  valga la pena.

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  1. miristella 5 anni ago

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