Per qualcuno si tratta di azioni quasi paragonabili all’assunzione di una droga: tali sono diventate, in un mondo che ormai gira attorno ai social network, le abitudini di scattare
foto per poi condividerle con tutto il popolo di Facebook, o di scrivere qualche post, utilizzando questo sito, che negli anni si è espanso a dismisura. Dunque, tutto parte dal singolo: è una ruota, una scelta tira l’altra e condiziona la propria sicurezza ed é ipocrita lamentarsi sul tema della privacy! Accettando di iscriversi ai social, si accetta in partenza di rinunciarvi e di rendere di dominio pubblico tutto ciò che si intende far vedere di noi stessi. Una volta postata una foto su Facebook o qualunque social si scelga, essa non è più solo del legittimo proprietario, ma di chiunque la voglia. Quindi bisogna stare molto attenti al tipo di foto che si offrono alla rete: sappiamo chi dei nostri amici le guarda, se piacciono o meno, ma non sappiamo, quando guarda la foto, che scopi abbia tutto il resto del mondo virtuale in anonimato . Dovrebbero ben saperlo quelle mamme che a parole vogliono tutelare al massimo i propri figli, ma che, appena su un social parte l’iniziativa di pubblicare una foto con quest’ultimi, sono le prime ad attivarsi. In questo modo, la privacy del bambino scompare tanto quanto quella della madre ed inoltre, nella metà dei casi, gli scatti contenenti dei fanciulli vengono rubati ed utilizzati per siti a fini pedo-pornografici, come potrebbe avvenire nel caso della catena di Sant’Antonio fra madri segnalata dalla polizia postale.
Non è bello essere negativi e timorosi su tutto ciò che ci circonda, ma nonostante tutto, è bene esserlo: meglio stare attenti un attimo in più a non condividere foto che potrebbero essere utilizzate con secondi fini e farle vedere solamente agli amici più stretti, che lamentarsi e stare male poi. L’attimo successivo al click sulla parola invio, pubblica o qualsiasi altro sinonimo sia usato, è già troppo tardi: la foto ormai è già stata salvata nei server e l’uso che ne verrà fatto esce dal controllo anche della mamma meglio intenzionata.

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