Sveglia presto la mattina, di corsa a scuola, cinque o dieci minuti per stare tranquilli ancora qualche attimo… poi…. la campanella risuona nei corridoi e nelle aule: un’altra mattinata ha inizio, differente in ognuno dei vari tipi di scuole, ma comunque ogni studente avrà la propria dose di lavoro e stress in base alla strada che ha scelto di seguire. Da quando si aprono gli occhi, a quando si richiudono, infatti, il cervello è attivo e non si scollega un attimo. Se si è scelta la scuola con l’indirizzo desiderato, le ore a seguire risulteranno meno pesanti e più interessanti, ma lo stress non risparmia nessuno, perché l’impegno e la concentrazione spesi nella mattinata scolastica si prolungano anche il pomeriggio, quando è tempo di svolgere i compiti. Non parliamo poi dei periodi “caldi ” in cui invariabilmente si concentrano uno svariato numero di verifiche e interrogazioni: all’inizio dell’anno si hanno sempre i buoni propositi di non accavallare le verifiche, assegnare pochi compiti, organizzare le interrogazioni… Ma alla fine si giunge sempre allo stesso punto: periodi durante i quali ogni giorno bisogna sedersi alla scrivania e trascorrere interi pomeriggi a studiare, combattendo con l’ansia.
Come si fa a provare amore per la scuola, se ormai la scuola è basata solamente sui voti che si prendono? Il problema di fondo è proprio questo. Ci sono ragazzi che si impegnano al massimo delle loro potenzialità, anche di più, ma non riescono comunque a raggiungere voti alti o addirittura sufficienti; poi ci sono quelli che svolgono i compiti per casa solo quando ne hanno voglia, ascoltano una volta sì e due no ciò che dicono i professori, ma ai quali le verifiche vanno bene. Il primo gruppo di studenti è logicamente stressato perché, nonostante ce la metta tutta, non riesce nei propri obiettivi come vorrebbe e, quindi, è tutta una ruota che gira intorno allo stress, che fa da perno centrale. Ciò che veramente importa è la media di voti che si ha, non tanto se si è appreso e se è piaciuto l’argomento: in questo la scuola è rimasta ferma, non ha fatto progressi, mentre dovrebbe svilupparsi non solo a livello materiale, ma proprio nel cuore del sistema, rivoluzionando tutti gli schemi. In questo modo i giovani sarebbero più invogliati ad andare a scuola, ma soprattutto, essendo più tranquilli, potrebbero avere prestazioni migliori. Avere le lim nelle aule o usare il registro elettronico al posto di quello cartaceo non rivoluzionano lo stile scolastico!

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2019 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account