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	<title>Il Quotidiano In Classe</title>
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	<description>Solo per studenti... e insegnanti!</description>
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		<title>TI FIDI DI ME?</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:22:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Sole 24 ore]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ci fidiamo ancora delle persone, della società, del futoro? Probabilmente la risposta…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ci fidiamo ancora delle persone, della società, del futoro? Probabilmente la risposta sarebbe alquanto negativa o troppo vaga per poter veramente capirla.<br />
Il fatto è che i giovani d&#8217;oggi crescono in una società con lati oscuri, falsa e ipocrita, dove l&#8217;uomo cresce solo con l&#8217;obbiettivo di avere soldi e potere. I veri valori con i quali molte famiglie cercano di crescere i figli, vengono distrutti dall&#8217;amara realtà. Per questo poi ci si ritrova ad essere insicuri e incapaci di credere in un futuro migliore. La fiducia nelle persone o in qualunque altra cosa, diciamocelo, non esiste ormai più. Ci si può a mala pena fidare del migliore amico, e infatti molte volte si preferisce tenere tutto per sé per paura di essere traditi.<br />
Certo se le condizioni migliorassero, sicuramente le persone si sentirebbero meno sotto pressione e quindi più libere di poter affidare a qualche amico in più una, anche se pur piccola, parte della loro vita.<br />
In questo particolare momento della vita, alla domanda &#8220;TI FIDI DI ME?&#8221; saprei, con mia grande delusione, solo rispondere &#8220;FORSE&#8221;.</p>
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		<title>la fiducia è come una corda</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 21:13:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Sole 24 ore]]></category>

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		<description><![CDATA[La fiducia è il sentimento di benevolenza verso qualcuno dal quale si aspetta un comportam…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La fiducia è il sentimento di benevolenza verso qualcuno dal quale si aspetta un comportamento positivo. Questo è ciò che il dizionario di wikipedia definisce per fiducia. Analizzando la definizione si può intendere, quindi, che la fiducia è il sentimento che si “affida” ad una persona in cui si crede in modo che lei ne usufruisca nel migliore dei modi e noi stessi possiamo trarne beneficio.<br />
La fiducia è un sentimento che ogni persona necessita di avere, ma anche di donare ad un’altra. Poi solo dopo averla ricevuta o donata, ogni persona ne fa uso a proprio modo: c’è chi la spreca in un bicchiere d’acqua, chi ne usufruisce per far carriera e chi che con non essa gioca, finendo per non riceverla  più da nessuno.<br />
Non mi sembra vero che una persona possa non avere più fiducia in qualcun altro, a parole sono tutti bravi a dire:” non ho più fiducia in te”, ma ogni persona crede ancora nell’altra, perché le vuole bene.<br />
Bella domanda chiedersi se esisterà ancora la fiducia, secondo me sì ribadendo ciò che ho detto poco fa: la fiducia si ha dove le persone si vogliono bene; la Terra è ormai popolata da gente che non riesce a vivere senza avere qualcuno al proprio fianco. È una cosa un po’ strana, di solito per fiducia si intende da persona a persona, ma la fiducia è anche tra una persona e una cosa; ad esempio tra un motociclista e la sua moto, il pilota sa perfettamente come entrare in una curva, quando cambiare la marcia, quando sorpassare e soprattutto quando fermarsi. Chiunque crede in qualcosa o in qualcuno: chi in un veicolo, chi in un telefono che non si deve scaricare, chi, come uno scalatore, in una corda che non si deve tagliare, se no si cade in un profondo dirupo. Ecco cosa è la fiducia è un sentimento che si può paragonare ad una corda: dura a lungo, promette sostegno, forza, non per questo deve essere troppo caricata o troppo tirata se no si strappa, ma si sa che i bravi arrampicatori hanno sempre un moschettone a cui sono agganciati grazie al quale sopravvivono e grazie al quale possono continuare la propria vita in sicurezza. Ma proprio perché ne abbiamo così tanto bisogno dobbiamo riuscire a fidarci sia di noi stessi sia non perdere quella degli altri.</p>
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		<title>Fiducia=Vita</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 15:32:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giada Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Sole 24 ore]]></category>

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		<description><![CDATA[L’umanità è caratterizzata da un forte legame e una solida base comunicativa. Si parla di …]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’umanità è caratterizzata da un forte legame e una solida base comunicativa.<br />
Si parla di umanità in quanto ogni singolo individuo non è nulla se non si trova in un contesto collettivo.<br />
E così se non esistono i legami inter-umani, l’uomo cos’è?<br />
Molti sono stati i cambiamenti a partire dall’uomo erectus fino ai nostri giorni.<br />
Eppure qualcosa sembra non essere cambiato: il bisogno di comunicare, di fondersi per creare uno strumento indistruttibile che governa il mondo.<br />
E così, è possibile pensare ad un universo costituito solo da singoli individui? La risposta è no.<br />
Pur vivendo ,infatti, in un contesto carico di negatività,di concorrenza, di conflitti, gli uomini sono tutti legati tra loro. E la base dell’intero universo non è altro che la fiducia: un legame forte, indissolubile e apparentemente in via d’estinzione.<br />
Si dice che “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”: si sbaglia.<br />
La vita è fatta di fiducia, di rispetto reciproco, di amore per gli altri.<br />
Perciò apriamo gli occhi, guardiamoci intorno e ragioniamo: l’unione fa la forza, e noi possiamo costituire una forza ingovernabile.</p>
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		<title>La nuova frontiera della comunicazione</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 15:20:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giada Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Quotidiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Il progresso è ormai parte integrante della nostra vita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il progresso è ormai parte integrante della nostra vita. </p>
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		<title>FUMO&#8230;No Grazie!</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 18:11:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Corriere della Sera]]></category>

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		<description><![CDATA[Basta guardarsi un pò intorno per accorgersi di come il fenomeno del fumo si sia diffuso a…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Basta guardarsi un pò intorno per accorgersi di come il fenomeno del fumo si sia diffuso ampiamente fra i giovani. E già, guardando fra i ragazzi che passeggiano per le città, che si rilassano nei parchi, che chiacchierano nei bar, la gran maggioranza (se non la totalità) di essi è infatti fumatore. Ma cosa ci troveranno questi di così eccezionale nel fumo che li spinge a rischiare anche la loro stessa vita?<br />
La gran maggioranza comincia a fumare durante la prima adolescenza e, come tutte le azioni tipiche di questa età, è concepita come una sorta di ripicca nei confronti dei genitori che vengono considerati ora da molti i “distruttori di sogni”, solo per via del loro compito educativo. Il fumo diviene quindi una sorta di escamotage per affermarsi, per far capire di essere cresciuti, di essere grandi o ancor peggio maturi e responsabili, ma nello stesso tempo esso viene utilizzato anche per farsi notare dalla gran massa degli altri giovani pronti a deridere chiunque, che, con un po’ di intelligenza ha deciso di sottrarsi a questo morbo. Alcuni giovani che cominciano a fumare lo fanno infatti proprio per sentirsi al pari degli altri, per non essere isolati ed esclusi dal “gruppo” in cui il fumo diviene simbolo di forza e di coraggio e non di stoltezza. La cosa più scioccante è vedere quei ragazzi di dieci, dodici anni con la sigaretta in mano atteggiarsi da grandi uomini, non rendendosi affatto conto che l’essere uomini non consiste nel sapere tenere in mano una sigaretta, ma nel possedere valori ben più importanti.<br />
Intensificare le campagne contro il fumo non servirebbe a niente, anzi nella contorta mentalità adolescenziale di molti, che vedono in ogni azione positiva un qualcosa di negativo, questo significherebbe incitarli ancora di più a trasgredire, ad andare contro le regole, una prelibatezza per loro, che trovano proprio nella trasgressione una sorta di morfina esistenziale. Aiuterebbe al contrario far toccare con mano i risultati del fumo, far vedere come proprio questo abbia accorciato la vita di molte persone, metterli di fronte la crudele realtà dei fatti, e non scrivere sui pacchetti della sigarette “ il fumo uccide” perché questa diviene solo l’ennesima contraddizione di questo mondo che svalorizza così il vero valore della vita.</p>
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		<title>&#8221;You&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 13:28:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabiana</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Sole 24 ore]]></category>

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		<description><![CDATA[Personalmente, non ho soltanto una canzone che sia colonna sonora della mia vita. Alcune c…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Personalmente, non ho soltanto una canzone che sia colonna sonora della mia vita.<br />
Alcune canzoni le scelgo sia per il suono del basso, sia per lo stato d’animo.<br />
Per esempio, quando non voglio pensare a nulla, ascolto Brick By Boring Brick, del mio<br />
gruppo preferito (cioè i Paramore) perché in questa canzone adoro ascoltare la<br />
magnifica voce di Hayley Williams e poi ascoltare il basso in questo brano è un’<br />
impresa ardua e questo implica che mi devo concentrare e sforzare moltissimo<br />
per sentire il bellissimo suono di questo strumento. Questa canzone parla di una bambina che ha “costruito” un mondo di fantasia per scappare dalla realtà. Questa situazione sarà capitata a tutti. Oppure quando voglio caricarmi, magari prima di qualche partita, ascolto una canzone degli AC/DC, Skies On Fire. Invece se voglio pensare a una persona, beh, ascolto “You” dei The Pretty<br />
Reckless. Posterò il testo in italiano, perché l’originale è in americano, e ….<br />
niente, il testo parla da solo. Devo dire che ha una bella musicalità e si<br />
sente bene anche il basso, quindi va benissimo.</p>
<p>Tu non mi vuoi, no<br />
Non hai bisogno di me<br />
Come ti voglio io, oh<br />
Come ti voglio io</p>
<p>E ti voglio nella mia vita<br />
E ho bisogno di te nella mia vita</p>
<p>Non puoi vedermi, no<br />
Come ti vedo io<br />
Io non posso averti, no<br />
Come mi hai tu</p>
<p>E ti voglio nella mia vita<br />
E ho bisogno di te nella mia vita</p>
<p>Non puoi sentirmi, no<br />
Come ti sento io<br />
non posso portarti via, no<br />
Come tu hai portato via me</p>
<p>E ti voglio nella mia vita<br />
E ho bisogno di te nella mia vita</p>
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		<title>Il fumo ed i ragazzi.</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 18:12:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Martino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Corriere della Sera]]></category>

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		<description><![CDATA[Un problema che affligge la nostra società e quella europea, che ha fatto registrare oltre…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un problema che affligge la nostra società e quella europea, che ha fatto registrare oltre tre milioni di morti negli ultimi anni, è quello dell’uso del tabacco, specialmente in età adolescenziale.<br />
Secondo alcuni studi 3 adolescenti su 5 fanno uso di sigarette, ciò comporta che su 100 ragazzi 60 hanno dipendenza da fumo attivo.<br />
Questo vizio oltre a provocare  danni ai portafogli loro e dei genitori, è causa di gravi danni alla salute perché questi ragazzi, purtroppo,  non sanno che in una sigaretta  al tabacco sono mischiate sostanze  dannose per la loro salute.<br />
 Secondo uno  studio dell’Oss-Fad (Osservatorio contro il fumo, alcool e droghe) l’uso di  queste sostanze oltre a danneggiare i polmoni, sino a provocare malattie gravi e mortali come il cancro, può rovinare il cuore ostruendo le arterie e quindi causando  malattie cardiovascolari .<br />
Purtroppo molti giovanissimi e giovani vivono “alla giornata” : ho sentito che la CNN ( Tv americana) ha intervistato dei ragazzi fumatori chiedendo cosa provassero stando a contatto con una sigaretta e che loro hanno risposto dicendo: “vivere tenendo tra le dita una sigaretta è una cosa indescrivibile, sappiamo che ci può far male ma non ci importa, basta tenerla tra le mani”.<br />
Non commento.<br />
Quello del fumo è un problema grave che da molto affligge la società mondiale, è una questione che secondo me è difficile risolvere  ma bisogna insistere, far capire ai ragazzi a cosa vanno incontro,  star loro vicini e, prima di tutto,  dare l’esempio</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La morte nella leggenda.</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 18:05:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Antonio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Corriere della Sera]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Davanti a un feretro ci ricordiamo solo le cose buone e vediamo solo ciò che ci gar…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Davanti a un feretro ci ricordiamo solo le cose buone e vediamo solo ciò che ci garba.&#8221; (Carlos Ruiz Zafón)<br />
La morte di un personaggio famoso non sprofonda mai nell’oblio. La morte di Sic ha commosso una nazione intera: i mass media ne parlarono per settimane; su Facebook e YouTube migliaia di foto, video, citazioni in ricordo e via dicendo. Questo perché? A parte per l’amore dei fan, solitamente una tale notizia colpisce tutti per un semplice motivo: la giovane età. Si sa, la morte di Simoncelli non rimane un caso isolato, negli anni le morti di personaggi famosi, anche a prescindere dalla loro età, hanno fatto si che la loro immagine di eroi e modelli e la loro fama rimanessero intatte nel tempo.<br />
James Dean: un nome, una leggenda. Quando morì, nel 1955 a soli ventiquattro anni, in un incidente d’auto, la sua storia fece il giro del mondo. “Eri troppo veloce per vivere, troppo giovane per morire.” cantavano gli Eagles su di lui. Jimi Hendrix nel 1970, Jim Morrison nel 1971, Elvis nel 1977, John Lennon nel 1980, River Phoenix nel 1993 Ayrton Senna nel 1994, Heath Ledger nel 2008, Michael Jackson nel 2009 sono solo alcuni esempi di come la morte preservi intatta per sempre la fama di un personaggio. La domanda sorge spontanea: a quanti effettivamente stava a cuore quella persona? Il loro è un vero dolore? Sicurissimamente la morte colpisce tutti nel profondo, ci scuote, ci fa riflettere su una miriade di concetti ma ci tocca nel profondo in modo sostanziale? No. L’interesse dura solo per un po’. Esso è legato solamente alla fama che circonda il personaggio in questione. Quando morì Michael Jackson le vendite dei suoi dischi raddoppiarono, Thriller fu, a distanza di ventisette anni, di nuovo in vetta nelle classifiche musicali. Un nuovo interesse, da parte di un pubblico nuovo, si accese alla morte del Re del Pop, ingigantito dal numerosissimo e quasi infinito materiale diffuso principalmente via Web, il quale fece conoscere la musica di Jackson ad altre generazioni che prima, probabilmente, ne ignoravano anche l’esistenza. Michael Jackson accompagnò quell’estate del 2009. Scomparve subito dopo. Rimpiazzato da qualcosa di nuovo.  La cosa più fastidiosa è, a mio avviso, non tanto l’improvviso interesse per un vip deceduto (è plausibile che se ne ignori l’esistenza fino a quel momento e che l’interesse nasca subito dopo la morte poiché quest’ultima contribuisce ad amplificare la fama di una persona) quanto l’interesse e il dolore passeggero, le solite noiose e sdolcinate frasi di commiato, la moda passeggera.  La colpa di chi è? Giacché si è soliti affibbiare la colpa di qualcosa a qualcuno direi di incolpare in primo luogo noi stessi. In secondo luogo i mass media, i quali contribuiscono a far diventare famosa la sola morte, e non il vip in sé. Essi contribuiscono a strumentalizzare la notizia oltre il limite. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fidati di fidarti</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 17:59:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Sole 24 ore]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa sarebbe del mondo se non esistesse più la fiducia? Siamo ancora in tempo per fidarci?…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa sarebbe del mondo se non esistesse più la fiducia? Siamo ancora in tempo per fidarci? Fidarsi significa rendere riflessivo questo verbo prima che transitivo. E&#8217; un verbo che scorre, che naviga, che lega. Un verbo forte e muscoloso che regge tonnellate e tonnellate di storia, d&#8217;amore e di vita. Che mondo sarebbe senza la fiducia? Senza la consapevolezza di poter affidare al  prossimo ammirazione e approvazione; senza poter guardare negli occhi chi ci sta vicino e leggerli, senza false illusioni. Si può? Si può resistere ad un mondo così impegnato fidandosi anche di lui? Spesso si sente dire: &#8221; Ah! Al giorno d&#8217;oggi non esistono più i valori di una volta!&#8221;. Dunque, a sentire le parole dei nostri nonni non possiamo più fidarci, farlo è impossibile. D&#8217;altronde in televisione ci vengono proposte giornalmente situazioni assurde. Genitori che uccidono i figli, mariti che uccidono le mogli, padri che abbandonano famiglie intere, ma forse un pizzico di fiducia resiste ancora. Basta pensare alla vita di tutti i giorni. Anziani, bambini, adulti: tutti noi affidiamo la nostra vita a qualcuno. Anche se inconsapevolmente ci fidiamo di chi ci sta vicino, perché farlo è una semplice conseguenza se amiamo chi ci circonda. Dunque, ‘’fiducia’’ è una parola difficile che può essere intesa sotto vari aspetti. Fiducia in sé stessi, fiducia negli altri. Fiducia che è una parola che si avvicina a sicurezza. Dire &#8220;Io ho fiducia in me stesso per riuscire in qualcosa&#8221; equivale a dire &#8220;Sono sicuro dei miei mezzi per riuscire in qualcosa&#8221;. Essere fiduciosi può essere sia un bene, ma anche un male perché spesso ci si sbaglia nel dare la fiducia ad altri i quali poi non la contraccambiano. Ma come si andrebbe avanti senza provare a fidarsi? Saremmo tutti dei delatori. Fiducia, un sentimento nobile, ma che può essere controproducente. Insomma, se la nostra società sta ancora in piedi, se pur traballante, significa che la fiducia sopravvive, e che quindi dobbiamo fidarci di poter fidarci, solo così manderemo avanti il ciclo della fiducia, perché lei esiste, ma ha bisogno di crescere.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quando lasciare&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 17:47:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>massimiliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il Corriere della Sera]]></category>

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		<description><![CDATA[Se tutti sapessimo quando fermarci e fare sempre la cosa giusta sarebbe troppo bello . E’ …]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se tutti sapessimo quando fermarci e fare sempre la cosa giusta sarebbe troppo bello . E’ facile dire “Dovevo fermarmi prima “ quando sai come vanno a finire le cose. Difficile se non impossibile è dire “Basta” quando vedi che il tuo obiettivo o i tuoi sogni ti stanno scappando di mano perché lo vedi come un fallimento e non vuoi accettarlo.<br />
Per quanto mi riguarda anche io ho dovuto accettare e dire “stop” alla mia più grande passione: giocare a calcio. A quattordici anni stavo coronando il mio sogno di giocare in una squadra a livello regionale ma di botto un brutto incidente sul campo mi ha costretto a ritirarmi e ad abbandonare il mio sogno. So già che dopo l’operazione potrò ritornare a giocare anche se non potrò più farlo a certi livelli. Ormai sono passati 2 anni da quando ho messo piede su un campo da calcio e non vedo l’ora di ricominciare ad allenarmi, a giocare, a sfogarmi e a divertirmi nel migliore dei modi.<br />
Credo comunque che anche nella vita di tutti i giorni, sia scolastica, sia lavorativa  o famigliare è troppo facile arrendersi e ritirarsi quando le cose non vanno bene, tutti possono attraversare momenti negativi che influiscono su tutto, ma bisogna sempre tirarsi su le maniche e credere in se stessi ma soprattutto, non mollare mai. </p>
]]></content:encoded>
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