Il primo disco in vinile è stato ufficialmente introdotto nel 1948 dalla “Columbia records” negli Stati Uniti. Sono ormai passati 67 anni e questo tipo di disco è ancora in circolazione. Sicuramente quelli venduti oggi sono meno rispetto a quelli del 1900, ma mantengono viva la storia della musica tramandando tra le diverse generazioni le canzoni che hanno rivoluzionato il mondo musicale. La durata di registrazione di circa 30 minuti a facciata è stata l’innovazione rispetto alla tipologia di dischi precedente, quelli a 78 giri in gommalacca, che ha permesso una rapida diffusione del vinile.
E’ difficile stabilire se sia più performante il vinile o il CD. Un giornalista di “linkiesta” arriva anche ad affermare che “il vinile non è meglio del CD. E il CD non è meglio del vinile. Sono due formati molto diversi e difficili da paragonare, ognuno con le proprie forze e debolezze.”
Il suono registrato sul vinile è uguale a quello suonato nello studio di registrazione e viene riprodotto analogicamente, mentre quello registrato sul CD è digitale. Questo ci porta a pensare che il primo sia migliore, ma il teorema del campionamento di Nyquist-Shannon (1949) dimostra che la differenza di frequenza tra i due dischi è impercettibile all’orecchio umano e quindi la qualità del suono è la stessa in entrambi i casi. Ma anche un sondaggio del 1993 di due psicologi della musica, Behne e Barkowsky, dimostra la stessa tesi.
Nonostante tutti gli studi che si possono fare, certamente il vinile è straordinario dal punto di vista tecnico, forse la qualità musicale è uguale a quella del CD, ma si riesce a seguire il suono, è ipnotico vedere un disco che gira lentamente mentre produce musica, dal punto di vista sensoriale è molto più ricco. Per esempio, ascoltare i Beatles con il vinile è un’immersione totale nell’atmosfera dell’epoca, un’immersione tale da non poter essere eguagliata dal CD. Ci sono poi altri particolari come per esempio la copertina che nel vinile è molto più grande e quindi permette di inserire anche più immagini. Inoltre quando si manovra un vinile, serve un’abilità per tirare il disco fuori dalla copertina senza toccarlo coi polpastrelli, per togliere la polvere senza creare scariche elettrostatiche..Sono riti che la tecnologia ha eliminato.
Molti hanno questo tipo di dischi in casa e da sei anni sta incrementando la vendita dei vinili, i cui acquirenti sono spinti principalmente dal valore affettivo, perché questi dischi rappresentano un ricordo degli anni passati e non mancano i collezionisti.
Mi capita spesso di ascoltare dischi in vinile e forse per questo non noto una particolare differenza all’ascolto, se non l’indubbia praticità del CD.
Se mi capitasse l’occasione di trovare un disco in vinile dei miei cantanti preferiti, non escludo che lo potrei acquistare.

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