Molti giovani d’oggi non sanno nemmeno cosa siano i dischi in vinile, non sanno che questi oggetti piatti di plastica nera messi su un giradischi una volta erano l’unico strumento per poter ascoltare la musica. Il suono sicuramente non risulta molto pulito, poiché si sente come se ci fosse un fruscio di sottofondo, che potrebbe sembrare fastidioso ma che in realtà rende più affascinate il suono e la melodia della musica.
Al giorno d’oggi la musica si può trovare ovunque e si può ascoltare in qualunque modo; è tutto molto più semplice. Per trovare un artista o l’ultimo brano uscito basta fare un “click” e si può ottenere tutto ciò che si desidera.
Il vinile, nonostante la sua vendita sia in aumento non solo in Italia ma in tutto il mondo, è apprezzato soprattutto da collezionisti amanti del vintage e persone che sono ancora in possesso di un giradischi, oggetto sempre più difficile da reperire.
L’idea di alcuni artisti contemporanei di far uscire i loro ultimi lavori non solo in formato digitale/CD, ma anche in vinile è un passo per cercare di migliorare e aumentare le vendite in un settore in calo; ampliando il bacino di fruizione della musica, si cerca di recuperare una quota di mercato che sembrava persa. In questo modo anche i più nostalgici possono ascoltare la musica moderna nel formato da loro più apprezzato.
Credo che però noi, figli dell’era digitale, non riusciremo mai a dare il giusto valore e ad apprezzare tutto questo; preferiamo la comodità di un paio di cuffiette o la potenza di uno stereo.

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