Dal 1987 il programma Erasmus, acronimo di European Region Action Scheme for the Mobility of University Students, offre la possibilità a studenti di tutto il mondo di frequentare per un certo periodo un’università in un altro paese e di veder riconosciuto questo corso di studi in patria.
Il progetto, dalla sua nascita ad oggi, è riuscito a mobilitare più di 2,2 milioni di studenti in Europa e a coinvolgere più di 4.000 università di 31 paesi diversi.
Indubbiamente ha rappresentato e continua a rappresentare una grande opportunità per tanti ragazzi e ragazze che hanno voglia di mettersi in gioco e affrontare una nuova esperienza.
“L’Erasmus – scrive Chiara Ruggeri nel suo blog “Viaggiando s’impara” – mi ha permesso di studiare e di fare un tirocinio in uno Stato diverso dall’Italia, per imparare qualcosa di nuovo che qui avrei probabilmente acquisito diversamente”. I vantaggi di una simile esperienza sono molti e non si limitano allo specifico percorso di studi.
Vivere da soli in un paese straniero, oltre a costringerti a parlare e imparare una nuova lingua, insegna a diventare autonomi e a crescere. In più, entrare in contatto con una cultura diversa dalla propria, permette di conoscere e adattarsi a nuove abitudini, culture e modi di vita diversi. Conoscere il mondo ti apre a nuovi orizzonti: “Il mondo è un libro, e chi non viaggia ne legge solo una pagina” scriveva Sant’Agostino.
Da non trascurare anche l’occasione di incontrare altri giovani e condividere con loro esperienze ed emozioni che porteranno ad amicizie durature.
Per affrontare tutto questo occorre anche essere curiosi e aver voglia di mettersi alla prova. Sono tutte caratteristiche che ritengo di avere e infatti sarà un’esperienza che sicuramente vorrò intraprendere. Credo che affrontare da soli la vita quotidiana all’estero possa presentare delle difficoltà ma allo stesso tempo dia un grande senso di libertà e di forza.
Non a caso determinazione, curiosità e flessibilità pare siano le doti preferite dai datori di lavoro per assumere i giovani. A parte ciò, un’esperienza di questo genere rappresenta certamente un vantaggio significativo al momento di doversi confrontare sul mercato del lavoro.
Secondo il ventunesimo rapporto “AlmaLaurea” sulla condizione occupazionale dei laureati, presentato all’università Bicocca di Milano, “Stage ed esperienze di studio all’estero durante gli studi possono aumentare del 20% le possibilità di trovare un’occupazione, sia perché consentono un incremento delle competenze linguistiche sia perché facilitano l’accrescimento esperienziale e personale”.

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