Fin da piccoli, nelle scuole si insegna che la guerra è un’azione brutta da evitare in ogni circostanza e che bisogna tifare solamente per la pace: ma ai terroristi responsabili delle stragi degli ultimi mesi qualcuno ha mai insegnato queste nozioni? La loro istruzione è sempre stata basata, e purtroppo lo è ancora per i piccoli mostri che stanno crescendo, sul lavaggio del cervello. Nelle loro menti si è fatto sempre entrare solamente ciò che ai più grandi faceva comodo, ovvero che la guerra, e tutto ciò che le gira attorno, sia la strada giusta. Secondo loro, i fini giustificano i mezzi, ma tutto il resto del mondo non comprende proprio i loro fini, perché non hanno un senso logico.
Si sente spesso annunciare dai telegiornali o sui quotidiani che “combattono in nome della fede”, ma neanche questa spiegazione è accettabile per i comuni mortali con dei principi alle spalle. Qualsiasi religione al mondo è contro la violenza che tutta l’Europa sta subendo. Questi esaltati si dicono integralisti assoluti, ma di integrale hanno ben poco, perché si vede che non hanno compreso, o meglio non gli hanno fatto comprendere, ciò che il loro Dio gli ha voluto far intendere. Tante stragi e attentati hanno, infatti, un denominatore comune molto semplice da intuire, l’ignoranza.
Quello che sta succedendo adesso può soltanto essere fermato con la forza, ma quello che potrebbe succedere in futuro può benissimo essere annientato con la cultura e l’istruzione. E a questo punto entra in gioco la scuola, il punto forte dell’Europa! La scuola è il primo passo per cambiare le carte in tavola: bisogna partire dalle fondamenta per costruire una casa e così si farà anche per costruire un’umanità migliore. A partire dalle scuola elementare si vuole cambiare e si deve cambiare, velocemente, anche introducendo nell’orario scolastico, quindi come ora obbligatoria, l’educazione alla cittadinanza, che dovrà servire per parlare delle leggi che ci sono o di argomenti simili, ma soprattutto partire dall’abc dell’educazione generale, il cosiddetto “star bene comune”. Sì, perché “L’istruzione finisce nelle classi scolastiche, ma l’educazione finisce solo con la vita.”

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