Il linguaggio da sempre si evolve ma i social network e le piattaforme di messaggistica, utilizzate dalla maggior parte della popolazione, stanno modificando il nostro modo di parlare e la nostra scrittura molto velocemente.

Queste piattaforme mettono in contatto moltissime persone con lo scopo di farle comunicare tra loro, e le persone comunicando utilizzano un linguaggio e un lessico diverso e ridotto per scambiarsi informazioni più velocemente e facilmente.

Nascono così alcuni elementi che facilitano le comunicazioni come gli emoticon e gli hashtag utilizzati costantemente.

Alcune istituzioni si sono rese conto delle conseguenze sulla scrittura ed ad esempio il ministero dell’istruzione inglese ha adottato alcuni provvedimenti.

Anche in Italia la Treccani ha voluto esprimere la sua contrarietà a questa evoluzione pubblicando uno spot, intitolato “le parole valgono”, nel quale denuncia la poca conoscenza linguistica delle persone che spesso utilizzano poche parole per moltissime situazioni differenti (https://youtu.be/Ze76G_B4vrg).

Io sono d’accordo con la Treccani sul fatto che utilizziamo poche parole per molteplici situazioni ma sono contrario soprattutto alla continua contaminazione linguistica che sta avvenendo nell’italiano. Le parole inglesi o di altre lingue stanno sostituendo molti nostri termini che a mio parere dovrebbero essere valorizzati. Ormai alcune parole non possono essere più sostituite con sinonimi italiani ma credo che se la situazione peggiorasse perderemo moltissime parole.

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