Quando si torna da un viaggio non si è mai come quando si è partiti, siamo soggetti a dei cambiamenti, non sempre ce ne rendiamo conto, ma soprattutto in alcuni momenti capisco quanto io stia cambiando, in questa età di crescita.

Molto del mio tempo lo trascorro a scuola, insieme ai miei compagni, ai miei professori e ai collaboratori, tra quelle mura e quelle persone il mio percorso si forma non solo riguardo le materie scolastiche ma definisce il mio essere, mi aiuta a trovare il mio posto nel mondo.

Una parte fondamentale del piano scolastico credo sia la gita, un momento in cui non ci si confrontano problemi di matematica, dubbi riguardo un argomento o valutazioni ma molto di più, ci si scambiano opinioni, pensieri e si visitano posti e persone nuove.

L’ultima settimana di marzo la mia classe ed io abbiamo preso l’aereo a Milano e ci siamo recati ad Edimburgo, è stata una settimana indimenticabile perché oltre la fantastica città credo che non dimenticherò mai il mio unico gruppo di amici.

Non è così scontato andare tutti d’accordo, infatti mi ritengo fortunata e ognuno di loro mi ha insegnato qualcosa, un qualcosa che ho aggiunto al mio bagaglio personale.

Ognuno di noi, a coppie o a gruppi di tre, era ospitato da una famiglia del posto, abbiamo avuto l’opportunità di trascorrere le giornate da veri scozzesi ed apprezzare a pieno l’atmosfera della capitale.

È stato molto interessante interrompere le nostre abitudini quotidiane per apprendere come si vive in un luogo lontano dal nostro Paese natio, la colazione era molto abbondante e per muoverci prendevamo i bus, sembrava di recitare in un film.

Ci siamo dovuti organizzare per rispettare i vari orari scolastici e le ore in cui dovevamo ritrovarci tutti insieme e credo che al prossimo viaggio ci sentiremo ancora più sicuri nel destreggiarci.

La professoressa ci ha lasciato molto liberi, anche la sera dopo cena ci permetteva di fare una passeggiata e penso sia proprio questo senso di responsabilità che prevaleva in ognuno di noi che ci ha fatto maturare.

Non dimenticherò questa gita anche perché ci ho festeggiato i miei diciassette anni, il calore dei miei compagni e delle professoresse hanno reso quel giorno ancora più speciale e unico, siamo andati a cena in un pub nella parte antica della città e ho ricevuto anche dei regali.

Oltre a imparare visitando musei o leggendo testi in inglese ho appreso come non mai quanto sia importante la condivisione, lo stare insieme e il sentirsi apprezzati, aspetti che non sempre tutti ricordano ma che sono fondamentali.

Non vedo l’ora di trascorrere altri momenti del genere e viaggiare verso nuove mete ma anche dentro nuove persone.

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