Notizia vera o falsa? Immagine autentica o manipolata? Rispondere a queste domande non è sempre facile tra le innumerevole informazioni presenti su Internet.

Per i bambini e i giovani di oggi una delle principali sfide consiste nell’acquisire la capacità di valutare la veridicità del contenuto di testi, immagini o video, è importante che essi sviluppino uno sguardo critico e adottino strategie per valutare i contenuti mediatici.

L’86 per cento dei giovani ha affermato di avere difficoltà a valutare se una notizia è vera o falsa, la maggior parte di loro non ha strategie concrete per risolvere questo problema e le verifiche, se vengono svolte, rimangono piuttosto superficiali e circa un terzo dei giovani fa affidamento sul proprio intuito.

Gli adulti, grazie alla loro esperienza, svolgono l’importante ruolo di accompagnarli in questo processo di apprendimento e di salvaguardia personale perché esistono delle fake news che possono avere un risvolto negativo in ognuno di noi.

Le fake news sono infatti notizie volutamente false diffuse con l’intento di manipolare l’opinione pubblica e di suscitare emozioni, paure e insicurezze, essendo sbalorditive e avvincenti, talvolta si propagano in un batter d’occhio sui media sociali, questi ultimi stanno diventando sempre più importanti quali fonti di informazioni per i giovani.

La soluzione del problema dunque va ricercata nell’educazione al corretto uso del digitale è importante che, ci sia la possibilità di far capire ai giovani che la rete non rappresenta la verità assoluta: le informazioni vanno riscontrate con le fonti, avendo sempre un approccio critico nei loro confronti e imparare dal passato, Dante infatti sosteneva che prima di scrivere qualcosa bisogna essere perfettamente documentati.

 

La Commissione Europea ha preso una posizione su questo argomento, come spiega la commissaria europea al digitale Mariya Gabriel: “Per noi la libertà di espressione è fondamentale, non abbiamo intenzione di prendere misure legislative, bisogna impedire soluzioni semplicistiche evitando qualsiasi forma di censura”.

In pochi mesi abbiamo visto aziende come Facebook, che beneficiano enormemente di utenti che leggono e condividono notizie e articoli, passare dalla totale negazione del fenomeno delle fake news all’idea di doverci fare i conti. Il fatto che il tema della veridicità delle notizie e dei contenuti non sia più considerato “nuovo” potrebbe indurci a sottovalutarlo e trascurarlo, si tratta però di un errore da non fare, perché tutti noi prendiamo decisioni in base a ciò conosciamo e percepiamo; se abbiamo a disposizione informazioni sbagliate, che alimentano in noi sentimenti negativi, saremo portati a prendere sempre più spesso decisioni sbagliate o inappropriate.

Uno studio svolto tra il 2006 e il 2017 che ha analizzato in modo approfondito i meccanismi di diffusione delle notizie false in rete distinguendo tra notizie vere e notizie false, avvalendosi di controlli effettuati da sei diverse organizzazioni di fact checking, attesta che in tutte le categorie di informazione le notizie false si diffondono molto più rapidamente e in modo più profondo rispetto alle notizie vere.

Il modo migliore per arginare queste “notizie false” sarebbe quello di chiamarle con il loro vero nome, ovvero disinformazione, in modo da rendere più consapevoli gli utenti della rete, facendo capire loro che queste notizie hanno il chiaro scopo di inquinare il libero dibattito pubblico, influenzando il pensiero del lettore.

Occorre quindi capire, anche se risulta difficile, dove finisce la verità e comincia la finzione.

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