È la notte del 13 novembre 2015, una notte come tante altre, a Parigi, il romantico e superbo cuore francese; ma bastano pochi attimi a trasformare la calma ovattata in pura follia.
Sono da poco passate le nove quando nei pressi dello stadio si avverte una prima esplosione: ne seguiranno molte altre. Pochi minuti dopo la furia omicida devasta tre ristoranti nella zona centrale della città. Al Bataclan, teatro dove stava avendo luogo il concerto di un noto gruppo, irrompe l’inferno, sotto forma di giovani dal volto scoperto e armati di kalashnikov. Sparano sulla folla; sparano ed uccidono, a sangue freddo. L’orrore si consuma sotto le stelle parigine, che sembrano osservare attonite la follia degli uomini, ed il bilancio delle vittime dei cinque attentati sale vertiginosamente. Cinque gli obiettivi, cinque i luoghi del massacro. Tre ristoranti, uno stadio, un teatro. I simboli per eccellenza dello sfarzo europeo, dell’orgoglio libertino, della superba libertà occidentale. Non obiettivi casuali, ma mirati e precisi: un attacco al cuore del tanto odiato occidente, alle sue fondamenta stesse, da parte dei carnefici militanti del sedicente Stato Islamico. I giustizieri colpiscono il cuore pulsante dell’Europa, la culla della tanto odiata cultura occidentale. La patria di Alexandre Dumas e Victor Hugo, la terra di Monet e Delacroix, la nazione di Montesquieu e Rousseau. Il Paese che ha osservato la nascita dei valori illuministi, del deismo e dell’uguaglianza, della libertà e del razionalismo, del cosmopolitismo e della democrazia. È terra verdeggiante bagnata dalle acque chiare della Senna, le cui metropoli sono tagliate dai lunghi viali alberati. Ma è anche il Paese delle utopiche costruzioni gotiche che hanno guidato l’architettura europea del passato, da Notre Dame a Chartres; del Louvre e del Museè d’Orsay, traboccanti di capolavori; delle baguette e dei croissant; dei bistrot e del buon vino, della Gare d’Orsay e degli Champs Elysees. È la città dei sogni realizzati e delle luci, quelle luci che a milioni dipingono la notte di stelle sopra l’alta Tour.

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Commenti
  1. mikyreporter 5 anni ago

    Bellissimo articolo. Ho notato che ti piace molto come titolo mettere delle domande retoriche, apprezzo questa decisione. Secondo me Parigi in generale

  2. sofmalesani 5 anni ago

    Articolo veramente molto bello!
    Sembra quasi un racconto, molto coinvolgente.
    Sei riuscita a scrivere di un tema cos

  3. houdazouhair 5 anni ago

    Waw! Articolo strutturato molto bene ,a dir poco stupendo

  4. fornabaiofp 5 anni ago

    Una sola parola: wow! Articolo strutturato molto bene, scritto soprattutto molto bene. Mai pensato di dedicarti alla scrittura nella vita? Nella tua descrizione dell’attentato ho rivisto nella mia mente i video che testimoniano tale accaduto. Il fatto che tu abbia sottolineato anche l’importanza della cultura partita dalla Francia l’ho apprezzato molto, soprattutto con Montesquieu e Rousseau, che io studio anche nella materia principale del mio liceo (pedagogia), oltre che in filosofia. Bellissimo articolo.

  5. hamid123 5 anni ago

    un articolo strutturato molto bene, hai descritto bene le conseguenze degli attacchi di 13 Novembre, hai dimostrato tante cose che Parigi ha donato a questo mondo, a partire da Alexandre Dumas alle utopiche…….
    Parigi

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