Il teatro è una forma artistica che affonda le radici nell’antica Grecia e che si configura oggi come un luogo dedicato all’intrattenimento, così come alla veicolazione di messaggi, valori e ideali permeati da un forte estro creativo; esso, come altre forme di cultura, corre però il rischio di essere compromesso dalla sfera politica. Nell’attuale contesto storico – caratterizzato dall’aggressione all’Ucraina da parte della Russia -, quale significato può dunque assumere la scelta di un’opera russa per la prima della Scala?

Si tratta di Boris Godunov di Modest Petrovič, considerato un capolavoro del teatro russo ottocentesco. Tuttavia, proprio in virtù del conflitto russo-ucraino che ha luogo da ormai quasi un anno, sono state molte le polemiche riguardo a questa scelta; alcuni cittadini ucraini hanno anche protestato fuori dal Teatro milanese, esprimendo il loro dissenso. Quest’ultimo è più che comprensibile vista la disumanità della guerra, ma bisognerebbe separare il piano culturale da quello politico. In altre parole, la sfera culturale non deve essere compromessa dallo Stato con le sue asprezze e follie e, di conseguenza, non è giusto ostracizzare gli autori russi.
Anche agli albori del conflitto, era successo qualcosa di simile: l’Università Bicocca di Milano aveva cancellato il corso sullo scrittore russo Fëdor Dostoevskij, poi ripristinato in seguito a polemiche. Analizzando questo episodio – unitamente a quello più recente concernente la Scala – emerge l’insensatezza di nascondere la portata culturale e umana di opere e autori significativi, che hanno dato un contributo essenziale alla cultura russa.
Inoltre, ogni forma d’arte dovrebbe essere un modo per imparare ad osservare la realtà, frammentata, con occhi più umani, rappresentando così una sorta di antidoto, atto a cercare di sanare la lacerazione che gli uomini infliggono gli uni agli altri, sebbene questi ultimi siano increspature del medesimo mare.

In definitiva, una cultura meravigliosamente ricca, resa tale dall’importante contributo di diversi letterati, filosofi e drammaturghi, non può essere soffocata da eventi che sono sì disumani e ingiusti, ma che non riguardano in alcun modo la sfera culturale, che può anzi essere positiva per le coscienze.

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