A causa dell’incredibile quantità di rifiuti generati nella società moderna, lo smaltimento dei rifiuti sta diventando sempre più un problema sia per i cittadini che per i governi. Una delle soluzioni che sta prendendo piede è la raccolta differenziata, praticata in un numero crescente di città italiane. Proviamo a pensare, però, a quanti materiali e, di conseguenza, quante materie prime vengono utilizzati per fabbricare un qualsiasi bene. L’unico modo per ridurre l’impatto ambientale è, quindi, riciclare il più possibile, in modo da non andare continuamente a intaccare il suolo naturale, preferendo riciclare ciò di cui non abbiamo più bisogno, ciò che non serve. Nonostante non possa continuare all’infinito, il riciclo costituisce un fattore fondamentale per preservare, almeno in parte, il pianeta in cui viviamo. In aiuto del riciclo oggi vi è la raccolta differenziata, che altro non è che un modo per facilitare lo smistamento di tutti quei prodotti riciclabili. Oggi si parla molto di raccolta differenziata e ancora molti si chiedono se serva davvero o no. La risposta si può trovare facilmente nei numeri, infatti, in Italia negli ultimi anni si stima che si sia riusciti a riciclare il 55% del totale dei rifiuti, non male se pensiamo a quante risorse naturali abbiamo salvato, ma si potrebbe fare di più. Ad esempio nella nostra scuola, l’Istituto Albert di Lanzo, ci sono vari progetti che favoriscono il riciclaggio come la raccolta di tappi, che finanzia il progetto “La Madonnina” di Candiolo, un centro di accoglienza per i parenti dei malati oncologici.

La raccolta dei tappi di plastica, oltre ad avere una valenza sociale, contribuisce alla diffusione della cultura del riciclo. I tappi, opportunamente trattati, vengono riutilizzati da aziende che operano nel settore termoplastico e nella fabbricazione di oggetti e parti in plastica di automobili e arredi urbani. Anche se in maniera minima, si può contribuire a ridurre il fabbisogno di petrolio e metano necessari per le nuove produzioni e a migliorare la tutela degli ambienti naturali.

Iris Ceviuc, Gaia Gerardi

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