Viviamo in un’epoca in cui i ragazzi sono sempre più legati alle tecnologie, ai videogiochi e ad internet.
Sembrerà strano, ma anche i videogiochi, sono stati al centro di molte critiche e controversie, portando alcuni cambiamenti di essi.
Da sempre in molti di questi vengono mostrate scene di sesso, di violenza, di furti oppure di omicidi.
Un esempio è GTA5, ormai molto conosciuto in tutto il mondo, il quale è stato molto commentato e ha acceso molte discussioni, in quanto si trovano scene molto crude e violente.
Avete idea di quanto tempo impiegano i ragazzi a stare davanti un monitor per poter completare il loro gioco, isolandosi dal mondo reale?
Ecco, da qui capiamo come le persone inizino a socializzare sempre meno tra loro.
Basta circa 11 ore videogiochi violenti nel giro di una settimana, per poter “sviluppare” degli atteggiamenti aggressivi di un ragazzo, facendo aumentare così, il fenomeno del bullismo.
E’ per questo motivo che in Europa per poter evitare conseguenti problematiche legate alle persone minorenni, è stato sviluppato il PEGI, che consiglia l’età minima per la vendita dei videogiochi.

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