Ormai i giovani hanno sempre tra le mani il cellulare, non se ne scollano un secondo: per loro l’unico momento di stop dal mondo virtuale è durante la mattinata di scuola. Perché mai, allora, concedere l’utilizzo di smartphone in aula? In Italia una legge prevede il divieto di utilizzo dei cellulari nelle classi e per di più, all’inizio dell’anno scolastico, arriva sempre la circolare che lo ribadisce. Per circa cinque ore al giorno un ragazzo può resistere benissimo senza continuare a muovere freneticamente le dita su uno schermo! Anzi, si crea una sorta di sfida a chi regge di più senza cedere alla tentazione….. Consentire l’utilizzo degli smartphone a scuola non è ammissibile, sarebbe un segno di maleducazione nei confronti dei professori che stanno tenendo la propria lezione. Già adesso molto spesso devono richiamare per ottenere attenzione, figuriamoci se tutti gli alunni avessero a disposizione il proprio cellulare, concentrazione addio! Gli studenti vanno a scuola per apprendere e crearsi una cultura, il cellulare non serve, si può utilizzare per tutto il resto della giornata. Oltre a ciò, è dimostrato che, se si presta attenzione durante le spiegazioni, si è già ad un buon punto con lo studio, quindi quando poi si studia a casa ci si impegna meno tempo ad assimilare argomenti già affrontati in classe. Tutti gli smartphone sono dotati di una connessione ad internet e quindi, in un lampo, ci si può collegare a vari social, motivo di assoluta distrazione. Per non parlare delle fotocamere: come accaduto a Torino, si potrebbero scattare foto e addirittura registrare video nel bel mezzo della lezione, se così, a questo punto, la si potesse ancora chiamare. No, non si potrebbe, non sarebbe più una lezione con degli studenti ed un professore. Queste considerazioni, comunque, si limitano al modo di insegnare presente in Italia: nei paesi nordici, invece, l’utilizzo dei tablet è essenziale a livello scolastico, ma appunto per questo le due scuole non possono essere paragonate, urilizzano due stili di insegnamento completamente differenti. In quei paesi utilizzano tablet al posto dei libri e i professori spiegano attraverso quei mezzi, in Italia no, si studia attraverso i libri. Loro comunque fanno uso di tablet e di pc, non di cellulari, per loro questi oggetti possono essere sì delle distrazioni, ma non al livello degli smartphone.

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  1. miristella 3 anni ago

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