Germania, febbraio 1938 quando inizia la storia di Liesel, bambina di nove anni che, con la sua vita riesce ad affascinare la Morte, che decide di seguirne tutta l’esistenza.
E da questa vita dirà di essere : “ STREGATA DAGLI ESSERI UMANI”.
La mamma di Liesiel è una comunista costretta a scappare dalla Germania; durante il viaggio però, Werner, il piccolo fratellino di Liesel muore, e viene seppellito in un cimitero accanto alla stazione.
Lì Liesel ruba un libro (Manuale del becchino). In seguito Liesel viene affidata ad una famiglia umile, tedesca, al signor Hans (imbianchino disoccupato senza tessera del partito), molto gentile ed affettuoso con Liesel, ed alla moglie Rosa, donna dall’apparenza molto rude, ma con un grande cuore, che lavando biancheria per tutto il paese riesce a mantenere la famiglia.
Liesel è analfabeta e questo gli costa gli insulti dei suoi compagni di scuola, ma se non sa leggere, sa picchiare e così percuote malamente chi la insulta, guadagnandosi il rispetto di tutti gli altri.
Diventa amica inseparabile di Rudy, ed intanto con l’aiuto di Hans impara a leggere, innamorandosi perdutamente della lettura. Intanto, durante una festa in onore di Hitler vengono bruciati tutti i libri ritenuti “INQUINANTI” la cultura del Reich. In quella occasione Liesel ruba un libro ed Hans dopo avergli fatto giurare di non dirlo a nessuno, lo legge con lei e lei impara tante parole nuove.
Dopo un po’ di tempo in casa loro si rifugia un giovane, figlio di un caro amico di Hans (Max) e con lui Liesel stringe una fraterna amicizia che durerà tutta la vita.
Un giorno Liesel mandata da Rosa a casa del borgomastro per consegnare il bucato riconosce in Lisa (moglie del borgomastro) la donna che l’aveva vista rubare e nascondere il libro e teme il peggio.. Lisa invece, porta Liesel in una grandissima biblioteca e gli permette di leggere e toccare i libri che desidera. Questa amicizia presto, viene scoperta dal borgomastro che vieta a Lisa di vedere Liesel. La ragazzina però, durante una lunga e grave malattia di Max, per tenerlo in vita, va di nascosto alla villa e prende in “prestito “ dei libri dalla biblioteca di Lisa per leggerli a Max. Max si salva, però, dopo un po’ si sente costretto a lasciare la casa di Hans, per non fargli correre ulteriori pericoli. Hans viene spedito in guerra dopo aver difeso pubblicamente un ebreo, ma per fortuna si salva. La gioia però, dura poco. Perché, durante un bombardamento notturno, perdono la vita Hans, Rosa e Rudy, solo Liesel e il padre di Rudy si salveranno.
Liesel va a lavorare nella sartoria del padre di Rudy e dopo due anni, alla fine della guerra, può riabbracciare Max, il suo grande amico. La Morte conclude il racconto descrivendo il resto della vita di Liesel lunga e serena, con tanti figli. Ciò che rende interessante e bella la vita è proprio il vedere l’entusiasmo per le cose; vedere alcune persone perdutamente innamorate di un qualcosa, dedicarsi a loro anima e corpo, è solo avendo uno scopo che si può vivere. Liesel ha superato tutte le avversità con questa sua voglia di conoscenza, con questo suo smisurato amore per i libri, per le parole, aveva sete di conoscenza e ad essa si è aggrappata per tutta la vita. E’ un film bellissimo , meraviglioso, pieno di poesia e di insegnamento. Non bisogna abbattersi mai, c’è sempre una speranza, anche se la vita ti riserva tante cose brutte, in esse devi trovare il bello e farne tesoro. Per me questo film è un inno alla vita, è la vittoria sulla Morte.

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