E’ risaputo che nell’ evoluzione dell’ uomo la carne ha avuto un ruolo indiscusso nel suo sviluppo. Cibandosi di animali o di suoi consimili l’ essere umano passò da un’ alimentazione prevalentemente vegetariana a una alimentazione onnivora più varia e complessa in base al luogo di appartenenza. La caccia lo costrinse a scendere dagli alberi, a camminare e a pensare a vari modi per predare gli animali: di conseguenza ci fu uno sviluppo fisico e cerebrale lento ma continuo nel corso dei millenni. La presa di posizione della Comunità Scientifica Internazionale attraverso l’ Organizzazione Mondiale della Sanità ha fatto grande scalpore: in seguito ad alcuni studi (non ancora definitivi) sembrerebbe che la carne rossa e quella lavorata come salumi e insaccati abbiano un effetto cancerogeno a carico del colon/retto. Il gruppo eme della carne non lavorata e le amine aromatiche delle carni lavorate provocano infiammazione a carico della parete intestinale con un aumento del rischio di cancro. Già prima c’ era una minoranza di dottori e di studiosi che metteva in guardia la gente riguardo al consumo eccessivo di carne; adesso anche la più grande organizzazione sulla sanità accetta questo verdetto per certi versi rivoluzionario. Non sono completamente d’accordo con questa tesi perché per moltissimi anni il consumismo ha incentivato l’ uso indiscriminato dei cibi tra i quali anche la carne. Adesso invece si è arrivati quasi a vietare il suo consumo e a mettere quest’ ultima come pericolosità al pari della nicotina delle sigarette e dell’ alcool. Come dice un proverbio latino ,“ in medio stat virtus”, cioè che la soluzione più giusta è quella di trovare un compromesso. Non è giusto mangiare la carne rossa tre volte al giorno e neanche toglierla completamente dall’ alimentazione; una via di mezzo sarebbe il consumo una o due volte alla settimana. Infatti la carne ha comunque degli indubbi valori nutrizionali, perché contiene sali minerali, proteine, vitamine indispensabili per la salute. Uno degli effetti positivi più noti della carne è che previene l’ anemia grazie alla sua alta concentrazione di ferro. Dare giudizi definitivi non è facile, perché ognuno ha le proprie convinzioni e le proprie abitudini alimentari che sono difficili se non impossibili da cambiare. In un certo senso noi ci “rispecchiamo” nel cibo che mangiamo: dalla nostra alimentazione si può intuire quali siano le nostre abitudini, il nostro stato d’ animo e il nostro carattere. In pratica le cose che mangiamo sono un po’ come la nostra “carta d’ identità”. Il cibo fa parte della nostra vita e cambia a seconda dei popoli, delle Nazioni e dell’ etnie: quando manca è veramente un dramma per tutti perché non si può sopravvivere senza mangiare. La sua mancanza è una vera e propria sciagura perché si porta con sè carestie e guerre, quindi si può tranquillamente affermare che il cibo è fondamentale per noi tutti, ma non è solo un bisogno fisico: quando mangiamo dimentichiamo per un attimo i nostri problemi e i nostri affanni, abbiamo la possibilità sia di stare in compagnia di parenti e amici sia di stare magari un po’ da soli, quando mangiamo soprattutto qualcosa che ci piace siamo molto felici e vorremmo che questi momenti di pace e felicità durino per sempre.

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1 Comment
  1. mikyreporter 4 anni ago

    Il cibo

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