Perfino le temutissime Iene televisive hanno dedicato un loro servizio alla notizia di cronaca che vede al centro la storica città di Verona, dove è stata presa la decisione di multare i cuori teneri, coloro che fanno l’elemosina ai poveri per strada. Il sindaco Tosi ha dichiarato di aver preso provvedimenti per fermare il racket organizzato che sfrutta minorenni e disabili: chiunque venga a Verona, verifica di persona che nei semafori maggiori stazionano stranieri mutilati che chiedono monete a tutti gli automobilisti in attesa del verde, mentre nelle vie dei negozi più costosi si possono incontrare decine di accattoni con in mano cartelli come “ho 5 figli da sfamare e sono senza lavoro”. Ancora, succede che tanti giovani veronesi in pieno “passeggio” in centro siano bloccati da adulti che sostengono di far parte di case famiglia o di comunità di ex carcerati e che chiedono ai ragazzi un minimo di 5€ per una cartolina o un braccialetto di stoffa, in modo tale da trarne un ampio guadagno. Al giorno d’oggi, sono in tanti gli approfittatori della bontà dei cittadini veronesi, che non sempre riescono a distinguere i truffatori dai veri bisognosi. Esistono comunque svariate associazioni pronte ad aiutare i poveri: offrono cibo, una doccia e a volte perfino un letto a chi ne necessita. I poveri veri avranno sempre un luogo sicuro dove andare, finché sono a Verona. La scelta di Tosi potrebbe venire vista, quindi, non più come una cattiveria egoistica ma come un’operazione di salvataggio.

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