La scrittura al cellulare è per i giovani uno strumento di trasmissione che sentono vicino alla loro identità e alla loro esistenza. Un tempo per comunicare si usavano le lettere mentre oggi gli SMS e l’email che rendono tutto immediato e rapido l’istante di quello che si vive. Con tutto ciò allo stesso tempo essendo caratterizzata dall’uso di poche sillabe, può essere vista come una gara di impulsi creativi. Di modo che, ad esempio, NN sta per “non”, CMQ sta per “comunque”. A causa del ridotto numero di caratteri a disposizione, meno di 200, il messaggio deve essere logicamente sintetico e coinciso. In ogni circostanza si deve centrare il cuore di ciò che si deve esprimere in un dato momento. Non appena possibile la lingua italiana viene attraversata dall’inglese e di tanto in tanto fa perfino capolino il latino e il dialetto. Oggi molti adolescenti, in realtà preferiscono esprimere i propri sentimenti e i pareri attraverso strumenti virtuali che credo non potranno mai sostituire una chiacchierata fatta faccia a faccia. Oramai indubbiamente la tecnologia segna le pagine della nostra vita. Un giorno chissà ci sveglieremo abbracciati al nostro cellulare e forse solo in quel momento capiremo di aver perso la capacità di relazionarci con gli altri.

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