Google ha aperto a tutti SynthID Detector, che cerca la “filigrana” invisibile nascosta dentro immagini, video e audio generati dall’intelligenza artificiale. OpenAI ha annunciato che presto la metterà anche nei testi di ChatGPT in Europa. Vuol dire che chi usa l’AI per i compiti verrà scoperto? Non è detto. Nei test di OpenAI basta sostituire un quarto delle parole con dei sinonimi perché il riconoscimento scenda dal 92 al 17 per cento. Il rischio è doppio: chi vuole barare passa, e chi ha lavorato onestamente può finire segnalato per errore. Nella clip Luca Tremolada spiega come funzionano queste filigrane e perché assomigliano agli anticheat dei videogiochi online.




