Posto che un padrone scelga di tagliare orecchie o coda al proprio cane per farlo primeggiare in una competizione, chi mai farebbe vincere un premio ad un animale privato di parte delle sue caratteristiche? Evidentemente non la pensano così gli “esperti” cinofili, dato quanto accade in occasione di eventi e mostre del settore! Un padrone dovrebbe amare il proprio cane e trattarlo bene come tratta sé stesso, non ha nessun diritto di farlo soffrire solo per raggiungere i propri scopi! Si tratta di esseri viventi cui certo manca la parola, ma che provano emozioni: mutilarli é incivile e dovrebbe essere totalmente proibito. Sì, è vero, in Italia è una legge lo vieta ma, come dice il proverbio, “fatta la legge, trovato l’inganno”. Appunto per questo motivo bisognerebbe partire sanzionando quei veterinari che non hanno a cuore, come dovrebbero, la salute degli animali. La legge non deve limitarsi a multare o addirittura far scontare mesi di carcere al padrone che desidera e poi sfrutta queste mutilazioni, dovrebbe sanzionare soprattutto il veterinario, perché il tutto dipende solo da lui. Un veterinario può benissimo rinunciare a prendersi l’incarico di effettuare certi tipi di interventi che mettono a repentaglio lo stato del cane, ma logicamente in molti preferiscono guardare le proprie tasche e dunque operare animali indifesi per aumentare il proprio guadagno. Ovviamente, anche se fosse apportata questa modifica alla legge già presente, ci sarebbero sempre veterinari pronti ad effettuare queste operazioni illegali di nascosto, pur di guadagnarci. In seguito a queste mutilazioni, intanto il cane ne risentirà, non potrà più essere lo stesso di prima ed inoltre potrebbe andare incontro più facilmente a malattie, ritrovandosi debilitato. Troppo facile proclamare che i cani sono i migliori amici dell’uomo e poi trattarli come accessori da modificare a piacere, incuranti della sofferenza inflitta per delle gare, per dei soldi, a creature senza colpa.

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