Dal 1987, i giovani studenti universitari hanno la possibilità di scoprire il mondo, procedendo comunque con i propri studi e divertendosi contemporaneamente. Infatti proprio in quell’anno è nato un programma scolastico, a livello europeo, noto come ERASMUS, acronimo inglese di European Region Action Scheme for the Mobility of University Students. Si tratta per gli universitari di avere l’opportunità di trascorrere una parte breve, sei mesi o un anno, della propria carriera scolastica in uno stato che non sia quello di appartenenza, trovandosi in seguito riconosciuti nella propria università gli esami e i corsi frequentati all’estero. Questo progetto aiuta a migliorare il proprio inglese e ad arricchire il proprio curriculum, che non fa mai male quando si cerca un posto di lavoro. A questo proposito, i dati parlano da soli: i ragazzi che hanno approfittato di questa opportunità hanno quasi il doppio delle possibilità di essere scelti nelle aziende con cui fanno colloqui di lavoro, quindi di trovare il lavoro che preferiscono. È normale che sia così, le aziende optano sempre per la scelta di giovani con più voglia di fare e con più esperienze, che non sono riferite solo a livello lavorativo, ma anche scolastico e culturale. Detto ciò, chi meglio di un giovane laureato che abbia alle spalle una parte degli studi all’estero? L’Erasmus, inoltre, riesce a far aprire gli occhi sulla realtà a molti ragazzi che non vedono più in là delle zone attorno alla propria casa: il mondo non finisce a pochi metri dalla nostra città, è molto grande e offre occasioni che non si possono neanche immaginare. Viaggiare e studiare in un’università diversa può far conoscere abitudini, tradizioni, culture e soprattutto può far sperimentare una visione del mondo diversa da quella abituale. Esaminati bene tutti questi punti, perché mai non provare, a momento debito, anche solo per un semestre, quest’esperienza?

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Commenti
  1. martinamaida 3 anni ago

    complimenti, hai scritto davvero un bell’articolo.

  2. miristella 3 anni ago

    Ciao! Mi

  3. emanuelevoci 3 anni ago

    Ciao @sofmalesani dalla redazione “Born to report”! Comincio il mio commento dicendo che l’articolo che hai stilato mi

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