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Al via i lavori della nona edizione del convegno “Crescere tra le righe” promosso dall’Osservatorio Permanente Giovani – Editori

 

Ceccherini: “Salvaguardiamo l’indipendenza del giornalismo di qualità per essere meno sudditi e più cittadini”

 

Chi cerca il giornalismo di qualità vuol capire. Chi si limita al resto dell’informazione si accontenta di sapere. Questa è la grande differenza che tiene qualcuno più avanti e qualcun altro più indietro”. E’ stato questo uno dei messaggi che il Presidente dell’Osservatorio Permanente Giovani – Editori Andrea Ceccherini ha lanciato nel corso della sua intervista con il Vice Direttore de La Stampa Massimo Gramellini. In questo senso il “Popolo di Bagnaia” ha già fatto la propria scelta di conoscenza, consapevolezza, indipendenza e qualità. Una sorta di ‘rivoluzione civica’, iniziata qualche anno fa con idee e obiettivi ben chiari. Diventata poi, nel corso del tempo, vero punto di riferimento per giovani, editori e grandi firme del giornalismo.

 

 

In una Bagnaia 2015 in cui le righe tra le quali crescere sono decisamente in tono internazionale, dinanzi ad un parterre composto dai direttori dei grandi giornali statunitensi (dal The New York Times al The Wall Street Journal, dal Los Angeles Time al The Washington Post), Andrea Ceccherini guarda oltre i confini e rilancia la sfida: “Siamo qua – dice il Presidente dell’Osservatorio – perché ci sta a cuore la salvaguardia dell’indipendenza del giornalismo di qualità e perché ci sta a cuore che i giovani si allenino a consultarlo, per avere meno sudditi e più cittadini”.

 

E Ceccherini ha spiegato anche il perché è importante salvaguardare il giornalismo: “Viviamo in una società dove siamo sempre più sottoposti ad un bombardamento dell’informazione che genera stordimento. E così finiamo per saperne sempre di più, ma per capirne sempre meno. In questa società oggi non basta più sapere, c’è ancor più bisogno di capire. E per capire quel che succede al mondo serve un giornalismo di qualità indipendente che te lo sappia spiegare”.

 

“Il giornalismo di qualitàprosegue Ceccherinisi differenzia dal resto dell’informazione perché è l’unico che risponde alla quinta “W” inglese, quella del perché. L’ultima nell’ordine ma la prima per importanza. E’ questa la differenza, una differenza, che fa la differenza. La differenza che c’è tra il giornalismo di qualità e il resto dell’informazione,  è quella che idealmente passa tra un faro e un lampione. Il lampione illumina dove sei, il faro segna dove sarai. Ognuno faccia la sua parte per salvaguardare l’indipendenza del giornalismo di qualità se tiene alla propria indipendenza”.

 

Ceccherini si rivolge ai giovani: “Pretendete un’informazione scomoda. L’informazione scomoda è quella che non compiace alcuno, ma che dispiace a qualcuno. E’ quella l’informazione che fa la differenza, perché fa luce nella penombra E ricordatevi sempre che una buona informazione non deve mai vendere certezze, ma alimentare dubbi. Ma questa informazione costa. Costa perché ha bisogno di buoni giornalisti che finiscano le suole per andare a scovarla, per riuscire a documentarla, per fare quanto occorre per comprovarla. E voi, non potete pretendere di averla gratis, perché ciò che vale, costa. E ciò che non paghi oggi, costa di più domani”.

 

Poi agli editori: “Fate il più bel mestiere del mondo. Non c’è mai stata più fame di sapere di adesso, e questa  è una straordinaria opportunità per tutti voi, ma i vostri modelli di business continuano a perdere terreno e le vostre aziende soffrono. E’ venuto il tempo di avere piu’ coraggio e meno. Più coraggio a difendere i vostri sacrosanti diritti, a partire dalla giusta difesa del diritto di autore. Ma anche più coraggio ad aprirvi all’innovazione. Un’innovazione che passa solo per la via della sperimentazione. Sperimentate, Sperimentate, Sperimentate ! In questo campo siate leader, mai follower”.

 

Rivolgendosi poi ai direttori dei giornali, Ceccherini ha ammonito: “Il mondo fuori è cambiato. Non chiudetevi, apritevi! Apritevi al cambiamento. Apritevi al mobile e al consumo dell’informazione in movimento, aprite le vostre redazioni ai giovani, perché solo i giovani vi potranno portare nel futuro. Ma tenete la schiena dritta sulla qualità. E su questo terreno non concedete nulla. Nulla perché sulla qualità si baserà la credibilità che il pubblico assegnerà ai vostri marchi”.

 

Ceccherini parlando al mondo degli insegnanti, elemento chiave della crescita dei giovani, e in particolare a quelli presenti in sala ha detto: “Fate scoccare la scintilla della curiosità nelle pupille dei giovani, e tenetela accesa più che potete. Perché la curiosità è la chiave della porta del sapere, e perché in una classe dove la curiosità è alta, le domande sono tante, ed i perché si sprecano, c’è sempre un grande insegnante. Abbiate sempre in testa l’immagine stessa dell’infanzia: quella di un bambino che, per strada, tira continuamente la gonna della madre e la giacca del padre, per chiedere continuamente perché dinanzi ad ogni cosa. Ecco continuate ad alimentare quei perché del bambino, perché quel bambino, passo dopo passo, diventerà un uomo, e quell’uomo diventerà un cittadino con una coscienza critica così forte da farne un attore e non uno spettatore nella democrazia”.

 

Infine non poteva mancare un riferimento e un bilancio a 15 anni di attività dell’Osservatorio Permanente Giovani – Editori e del suo progetto più importante Il Quotidiano in Classe: ”Oggi parlano i numeriha concluso il presidente dell’Osservatorio –  e dinanzi ai numeri, ogni parola rischia di essere di troppo. Al successo di partecipazione del nostro progetto, che coinvolge ormai quasi l’80% dei giovani italiani delle scuole superiori, c’è da aggiungere l’efficacia dei risultati. Tutte le ricerche dimostrano una cosa sola: più i giovani si avvicinano al giornalismo di qualità meno se ne allontanano nel tempo”.

 

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