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Buongiorno ragazzi,

 

eccoci giunti alla diciottesima settimana di concorso, l’ultima prima della fine del secondo campionato!

Scopriamo insieme i temi proposti questa settimana da Orsola Riva, Luca Tremolada e Gianluigi Schiavon.

 

Orsola Riva, per il Corriere della Sera, vi parla di scuola e voti scolastici.

La settimana scorsa è uscita su tutti i giornali la notizia paradossale di due genitori di Canicattì che alcuni anni fa, insoddisfatti per il voto di uscita del figlio al diploma di terza media, hanno fatto ricorso al Tar. In genere questa usanza è molto più diffusa per contestare eventuali bocciature dei figli. Al figlio di questa coppia, invece, era capitato di uscire dall’esame di terza media con un bel nove e non con un dieci, voto che secondo i genitori meritava. Dopo alcuni anni, è arrivata nei giorni scorsi la sentenza di “bocciatura” per i genitori: i giudici hanno ritenuto che il ricorso non avesse ragion d’essere e che sia giusto riconoscere ai professori anche un margine di decisione che non sta proprio nel calcolo aritmetico perfetto.

Tutto questo per dire che negli ultimi anni si sta dando sempre più peso ai voti a scuola, dunque Orsola Riva vi chiede di fare una riflessione per capire quanto sono importanti i voti per voi rispetto alla formazione di competenze. Vi è mai capitato di subire qualche ingiustizia nel calcolo del voto? Per esempio la media aritmetica secondo voi è un criterio assolutamente giusto da rispettare o talvolta è giusto attenersi anche alla direzione che sta seguendo il ragazzo?

 
 

Luca Tremolada, per il Sole 24 Ore, vi parla della sperimentazione sugli animali e sugli umani. 

In questo caso parliamo di scimmie o di persone che si sono candidate come cavie per i test di case automobilistiche. Una celebre casa automobilistica ha effettuato i suoi ultimi test su gatti, scimmie ed esseri umani per scoprire gli effetti dei gas di scarico. I soggetti sono stati posizionati davanti a un televisore a guardare i cartoni animati mentre intorno a loro veniva sparato il gas nocivo. Quello che il giornalista vi chiede è semplice: secondo voi è giusto sperimentare sugli animali e sugli esseri umani quando si parla di sostanze nocive? Estendendo il discorso anche ad altri settori Tremolada vi chiede inoltre: è giusto utilizzare gli animali per le sperimentazioni dei cosmetici, per la medicina o per la sanità in generale?

 
 

Gianluigi Schiavon, per il Quotidiano Nazionale, vi parla di città del futuro.

Il giornalista parte dall’esempio di Milano, città “ritornata capitale” grazie ad un triangolo d’oro. Nell’area dell’Expo nascerà la città del futuro disegnata dall’architetto Ratti e destinata alle auto senza guidatore. L’architetto Ratti lavora alle città del futuro in uno dei laboratori del Massachusetts Institute of Technology, il suo scopo è immaginare le funzioni e le necessità di una cittadella che tale diventerà tra una decina di anni. L’architetto torinese ha costruito una città dove viaggiano solo macchine a guida autonoma, secondo lui Expo sarà il primo distretto di queste dimensioni al mondo concepito come driverless. Nel progetto la città sarà farcita di tecnologie digitali: i parcheggi occuperanno spazi variabili, a seconda delle necessità. Chi fa sport contribuirà alla produzione di energia con la propria attività fisica e i giardini saranno dotati di orti verticali per contribuire al fabbisogno alimentare del quartiere. Sicuramente delle ottime idee, ma quello di Milano non è l’unico modello di città del futuro. Un altro esempio, infatti, è rappresentato da Lanzarote, un’isola delle Canarie al largo dell’Atlantico di fronte alle coste Africane. In quest’isola le case non possono essere alte più di due piani, le strade non hanno cartellonista pubblicitaria perché è vietato e sono un elemento ben distinto dal resto del paesaggio: si presentano come nastri di asfalto. Lanzarote è un esempio perfetto di integrazione tra ambiente natura e uomo. Il merito è anche di Cesar Manrique, architetto e disegnatore urbanistico, un visionario che ha convinto gli abitanti dell’isola che fosse necessario accettare una serie di regole. Questo ha portato ad un modello difficilmente esportabile di città: una città del passato proiettata sul futuro come un eterno presente. A questo punto Schiavon vi chiede: come immaginate la vostra città del futuro? Sarà simile al primo esempio in stile Jetson oppure somiglierà all’isola dove natura ed uomo hanno trovato il compromesso perfetto?

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