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Buongiorno Ragazzi,

Puntuali come ogni lunedì, vi presentiamo i temi della quarta settimana!

 

Orsola Riva, per Corriere della Sera, oggi vi lancia una vera e propria sfida!

La giornalista infatti, in vista della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne che si celebrerà il 25 novembre, vi chiede questa settimana di rispondere ad alcune domande non per iscritto bensì con…un video!

 

Ecco le cinque domande a cui dovrete rispondere:

 

1) Secondo voi la violenza di genere negli ultimi anni è aumentata oppure no? I giornali ne parlano troppo o troppo poco?

2) Hai mai sentito di episodi di violenza nelle coppie di ragazzi della tua età? In quel caso come avete reagito?

3) Cosa può scatenare la violenza contro il/la proprio/a partner? Quali sentimenti possono scatenare questa violenza?

4) Perché la violenza domestica viene tollerata anche da persone oneste e colte? Cosa spinge una donna a sopportare la violenza del partner?

5) Sesso debole e sesso forte: solo uno stereotipo culturale o anche natura?

 

Potete girare il video in classe con l’aiuto della vostra professoressa, oppure da soli fuori scuola,  con gli amici… Insomma, cercate il modo che vi fa sentire più a vostro agio per rispondere a queste domande. La vostra testimonianza potrebbe comparire sul sito del corriere.it, nel video che verrà pubblicato proprio il 25 novembre in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne.

 

Vi ricordiamo che pubblicare un post video è davvero semplicissimo! Dovrete prima caricare il vostro contributo su Youtube e segnarvi il codice per condividerlo:

 

Una volta copiato il codice, effettuate il login al portale ilquotidianoinclasse.corriere.it, scegliete come tipologia di post quella “Video”, inserite un titolo e una breve descrizione per il vostro post, inserite il codice del video copiato da Youtube nel campo “Codice Video”, quindi procedete regolarmente con la pubblicazione del vostro post.

 

Una volta pubblicato, compilate  la liberatoria firmata da un genitore che autorizzerà la pubblicazione del vostro contributo sul sito di Corriere della Sera e inviatela via mail a info@ilquotidianoinclasse.it, o via fax allo 055 4222334.

 

 

 

Luca Tremolada per Il Sole 24 Ore oggi vi parla di web, scuola e privacy, prendendo spunto dal documento rinominato “La Scuola a prova di Privacy”, diffuso dal Garante per la protezione dei dati personali.

 

Cosa contiene il documento? Alcune regole molto diverse tra loro. Certe possono sembrare banali, come il fatto che un insegnante possa chiedere ai propri alunni di non usare il telefonino in classe, e altre molto meno scontate, come ad esempio il fatto che si possa liberamente registrare la lezione per uso personale, ma che serva l’autorizzazione dell’insegnante per la diffusione.

 

La grande novità apportata da questo documento è però sostanzialmente una: voi studenti siete diventati dei veri e propri editori. Venite trattati come tali, in quanto vi viene attribuita la responsabilità di ciò che comunicate sul web, nel momento in cui girate un video, condividete un pensiero, scrivete un post.

 

Tremolada vi invita a riflettere sul fatto che anche voi, esattamente come ogni editore, avete una vera responsabilità nei confronti delle persone di cui parlate, e vi ricorda che ogni vostro pensiero condiviso sul web, resta.

 

 

 

Gianluigi Schiavon, per Quotidiano Nazionale, vi parla di un lavoro molto particolare…l’anti-hacker!

 

In un momento  storico come il nostro in cui è in atto quella che è stata definita una “cyber warfare”, una cyber-guerra, è importante saper sconfiggere gli hacker, i pirati informatici che possono rubare le password ai vostri computer, i dati alle banche e alle società, informazioni  sensibili ai governi, creando enormi danni sia ai privati che agli enti pubblici.

 

Ma come si sconfigge un hacker? Utilizzando i suoi stessi metodi. Proprio a questo scopo è nato presso l’Università di Modena il primo corso anti-hacker, in cui si apprendono i metodi per sfidare i pirati della rete. Lo scopo di questa cyber-academy è formare professionisti di cui c’è davvero bisogno. Pensate che l’Italia è quarta come nazione più hackerata in Europa ed è al quarantunesimo posto a livello mondiale.

 

Schiavon vi propone quindi: cercate lavoro? Diventate anti hacker! Vi piace l’idea?

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