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Buon primo giorno dell’anno ragazzi!

 

Scopriamo insieme i temi che i giornalisti hanno deciso di sottoporvi per primi in questo nuovo anno di concorso.

 

Orsola Riva, per il Corriere della Sera, vi parla dei Mondiali senza l’Italia.
Le prime partite della competizione calcistica più importante partiranno il 14 giugno e andranno avanti per un paio di settimane. Come parziale risarcimento della delusione di non tifare la nazionale italiana, Orsola Riva vi propone un gioco.
Immaginate chi potreste tifare ai prossimi Mondiali? Quale sarà il criterio con il quale sceglierete chi tifare?
Sceglierete una nazionale in base alla simpatia che avete per quella squadra o perché ci gioca un calciatore che è durante il campionato è nella vostra squadra italiana preferita? Quale sarà il principio alla base della vostra scelta?

 

Luca Tremolada, per il Sole 24 Ore, vi spiega perché la neutralità della rete è un fenomeno che riguarda tutti noi.
Questa caratteristica della rete che era stata avvallata da Obama è stata completamente disintegrata da Trump. Proprio per questo motivo è importante per tutti capire cosa vuol dire avere una net neutrone. Essa è un principio che stabilisce che tutti i bit che passano per il web sono uguali e come tali vanno trattati. Questo vuol dire che non è possibile discriminare il traffico in base alle differenze dei contenuti che ci passano dentro. Garantisce dunque che quando si usa internet si ha il diritto di accedere in egual modo a qualsiasi sito qualsiasi sia il contenuto veicolato. Negli Stati Uniti è stato abolito un principio che porterebbe gli internet provider a offrire pacchetti di contenuti diversi a secondo della spesa che si è disposti a fare.

Secondo Tremolada la neutralità della rete è un valore, quasi come se fosse un servizio pubblico. In Italia si è firmata una sorta di Costituzione della rete in cui viene sancita la neutralità della rete.

Schierarsi in questo dibattito è importante, perché sappiamo quanto sia strategico per la nostra formazione delle idee il web. Avere un web a più velocità significa avere un web dove passano contenuti diversi attraverso canali diversi per cui Tremolada vi chiede: voi che internet volete?

 
 

Gianluigi Schiavon, per il Quotidiano Nazionale, vi parla del gioco di squadra.
In generale gli italiani non sanno fare gioco di squadra. Secondo una ricerca dell’ Ocse  dalla politica, alla scuola, fino alla squadra di calcio è un’Italia che non sa fare squadra. La ricerca ha avuto come campione 3500 studenti,divisi tra maschi e femmine, di quindici anni. Il risultato si è rivelato piuttosto deludente proprio sul problem solving collaborativo, da parte dei ragazzi c’è un’incapacità di fondo ad impegnarsi insieme agli altri per risolvere il problema. Da tutto questo ne deriva una classifica: gli studenti italiani sono al trentunesimo posto su cinquantuno paesi presi in considerazione, questo vuol dire avere un punteggio di 478 punti, inferiore alla media che di solito è di 500 punti.
Secondo gli storici anche Marinetti, baluardo del futurismo, aveva parlato del fenomeno dell’individualismo riferendosi a due figure in particolare all’interno della società: l’avvocato e il professore. Anche gli stessi guelfi e ghibellini potrebbero essere un tipico esempio di come l’Italia non abbia avuto quasi mai un sentire comune, fino ad arrivare poi all’esclusione della nostra nazionale dai mondiali.
Luca Massotta, fondatore di una società di servizi e appassionato di rugby, dice che bisognerebbe prendere spunto proprio da questo sport poiché i successi si ottengono solo con il gruppo.
Schiavon vi chiede di smentire la ricerca Ocse e di raccontare come voi studenti siete in grado di fare squadra, come pensate sia giusto fare squadra e in che modo. Il tutto per poter dire, semplicemente, noi sappiamo fare gioco di squadra.

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