Expo Milano 2015 ha funzionato da cassa di risonanza per diversi alimenti alternativi, come insetti, serpenti, coccodrilli e vermi, che sono proprio stati all’ordine del giorno, principalmente nei padiglioni dell’Oriente. Se si pongono questi cibi nei piatti degli italiani, ma generalmente in quelli di tutti gli occidentali, si ha una risposta negativa a questa novità e si registrano espressioni disgustate e persino confuse. Non sembra possibile mangiare questi “nuovi” animali, sembrano far parte di un mondo completamente diverso da quello degli animali che caratterizzano parte della nostra cucina quotidiana. Se invece si pone un piatto identico dall’altra parte del mondo, ovvero nell’Oriente, non si presenterà alcun tipo di problema nel mangiare cibi completamente normali a quelle latitudini, assunti regolarmente durante i pasti. Camminando per le strade della Cina, anche quelle di città importanti, si trovano venditori che offrono come patatine insetti di vario tipo da sgranocchiare. Ma vogliamo veramente porre a confronto una buona pasta con una cavalletta fritta? È distante anni luce dal nostro modo di pensare, ma nonostante ciò, risulta comunque molto strano fare tanto gli schizzinosi perché, per esempio, le lumache e anche le rane si mangiano anche da noi; non tutti ovviamente ne sono appassionati, ma si tratta comunque di pietanze più conosciute e più utilizzate di questi insetti che vediamo passare per strada, tra il fango e l’erba, senza essere tentati di assaporarli. E che dire di quella nuova serie di alimenti creati artificialmente per venire incontro ad esigenze particolari, come nel caso dei vegani, ovvero coloro che non vogliono assolutamente assumere sostanze derivate dagli animali, di qualsiasi tipo? Per sentire il crick crock nelle nostre bocche, comunque, passeranno ancora molti anni, o forse non arriverà mai questo momento. Si tratta di cibi troppo differenti da quelli tradizionali in Occidente: non si assocerà mai la pizza ai cinesi, come non si potrà mai associare la zuppa di scorpione agli italiani! Anche se visitare diversi luoghi comporta assaggiarne i piatti tipici e magari innamorarsene a tal punto da riproporli in maniera un po’ rivisitata nel proprio Paese, resterà solo un’esperienza stravagante ed esotica per i più audaci avventurieri del palato.

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