Ormai si parla di professori tuttofare: una volta erano “solo” coloro che insegnavano, ma ora svolgono anche diverse mansioni che apparentemente non sembra siano di loro competenza e invece, novità di legge, toccano proprio a loro. Secondo le nuove riforme i docenti, quando portano i propri studenti in un viaggio di istruzione, devono mettersi nei panni di un meccanico, quindi devono accertarsi che il mezzo sia nelle condizioni idonee ed inoltre devono diventare anche poliziotti per assicurarsi che il conducente sia perfettamente sano e che non assuma nessun farmaco, o altro che possa modificare il suo stato fisico e mentale. Bisogna ricordare che si sta sempre parlando dei professori: avete presente quegli adulti seduti dietro le cattedre, intenti ad insegnare nuove nozioni ai ragazzi? Bisogna tenerlo ben a mente, perché queste nuove decisioni possono essere collegate a varie figure: a chiunque si può pensare, ma di certo non agli insegnanti. Questi “break” dalla scuola, i viaggi di istruzione, sono però essenziali per gli studenti e sono sempre attesi con ansia: non si possono continuare a piantare paletti che li ostacolano, ce ne sono già fin troppi. Vengono comunemente definite gite scolastiche, ma in realtà sono molto di più che un semplice momento di sfogo e di divertimenti, dato che il loro principale fine è quello didattico. Organizzare anche solo una giornata in un luogo che si è studiato o ancora meglio che si deve studiare, dove si ha la possibilità di visitare musei, chiese, teatri o altro, non è un giorno regalato ai giovani per staccare dalla routine quotidiana, bensì è tempo dedicato alla cultura. Questi viaggi d’istruzione rimangono impressi nella mente degli studenti e attirano la loro attenzione cento volte di più delle parole lette sul libro. Gli alunni, quando ripenseranno alla gita, che sia nel momento dello studio o meno, avranno un bel ricordo e quindi anche l’argomento collegato risulterà più interessante. Basta tagliare i ponti ai buoni professori che vogliono avventurarsi con questi viaggi: bisogna aiutarli, non ostacolarli. Già non si hanno mai abbastanza fondi, se in più si hanno anche questi problemi tecnici, nel vero senso della parola, le cosiddette gite scolastiche diminuiranno sempre di più, fino a scomparire.

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