È dal 1973 che si registrano saldi migratori verso l’Italia, una meta ambita , desiderata, un sogno per molti, per i poveri della terra. Una terra felice perché considerata un luogo dove poter iniziare una nuova vita, senza la paura di esprimere le proprie idee, un tetto dove ripararsi,del cibo facile da trovare e a buon mercato. I flussi di profughi stanno aumentando sempre di più, in modo particolare dall’Africa, ma tutto ciò non avviene in maniera tranquilla e senza problemi. Infatti, oltre all’aumento dei flussi clandestini, il numero dei morti è in costante crescita. E allora quali sono le cause che spingono ogni giorno migliaia di persone a lasciare il loro paese natio? Perché la morte degli immigrati? C’è qualcuno o qualcosa dietro a tutto questo?
Gli emigranti sono donne e uomini che, come noi, cercano la felicità e una vita migliore. Spesso non hanno scelta. Il loro unico desiderio è di fuggire dalla guerra e dalla persecuzioni del loro paese, ma che prezzo pagano per potersi imbarcare ? Oramai è risaputo che questa povera gente vende tutto e a volte non basta perché non hanno soldi a sufficienza per pagarsi il viaggio e quindi si vedono costretti, per diversi anni, a sottomettersi e a pagare per anni quote dei loro miseri guadagni o a fare manovalanza per associazioni criminali. L’imbarco sui gommoni è una nuova forma di colonialismo, una nuova forma di schiavitù più crudele dei secoli scorsi, organizzazioni di gente senza scrupoli che raccoglie illusioni, sogni , speranze , per interessi personali, finalizzati a conti in banca su paesi esteri , su paradisi fiscali esteri che diventano al tempo stesso complici di tale misfatti. Centinaia di telecamere sui gommoni che affondano, centri profughi per i pochi sopravissuti, ma nessuna indagine su chi vive in Paesi Democratici , con conti correnti e con stile di vita. Davvero è tempo che il sistema bancario , che è molto bene a conoscenza della dubbia provenienza di tali ed ingenti ricchezze, filtri , blocchi, restituisca tali somme di denaro ad organizzazioni no profit a favore di chi ha perso tutto. La battaglia politica che si accende all’interno dei nostri partiti deve sfociare in un azione unitaria di collaborazione fra i diversi enti , forze dell’ordine, croce rossa , affinché questa vergogna finisca quanto prima . Una maggiore informazione , aiuti concreti nei porti di imbarco, una maggiore collaborazione della comunità europea e della comunità mondiale può fermare questo devastante fenomeno che crea più morti sul mare che superstiti, più ingiustizia che realizzazione dei sogni. Vogliamo per una buona volta mettere a riposo le nostre resistenze come cittadini privilegiati e dare un minimo di dignità a persone che hanno perso tutto ?
Miriam Mancioli

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