L’Erasmus, ovvero European Region Action Scheme For The Mobility Of University Students, è un programma che offre la possibilità agli studenti universitari italiani di seguire all’estero un semestre o un intero anno di studi in un Paese europeo. È ovviamente una grande occasione offerta a tutti i ragazzi e sono sempre più numerosi coloro che decidono di partecipare, considerate anche le opportunità che derivano da questa esperienza.
Sei mesi o un anno lontani da casa è però un periodo abbastanza lungo ed implica una serie di responsabilità non indifferenti per lo studente.
Partire offre sempre la possibilità di imparare e di crescere, ma una volta scesi dall’aereo e giunti a destinazione, spesso ci si rende conto che la situazione era stata sottovalutata e che integrarsi in un posto completamente nuovo non è così semplice come il catalogo dell’agenzia viaggi ci aveva fatto credere.
La lingua rappresenta forse lo scoglio più grande da affrontare nei primi mesi e se si aggiunge anche un po’ di timidezza, è probabile che nel primo periodo lontani da casa si prenda più volte in considerazione l’idea di tornare indietro.
È ovvio quindi che questo tipo di esperienza non è qualcosa che si adatta a tutte le personalità, ma bisogna avere dei requisiti fondamentali.
Attualmente sono al terzo anno di liceo classico e frequentare un anno di studi a Londra durante l’università è sempre stato il mio sogno, il problema è però se io possieda o meno quei requisiti fondamentali di cui parlavo prima.
Ovviamente manca ancora molto tempo, ma io credo che quando arriverà il momento deciderò di partire. Crescere, conoscere una lingua, vedere la realtà attraverso gli occhi di una cultura diversa e incontrare nuove persone costituiscono una parte importante del nostro bagaglio culturale personale e viaggiare è il modo migliore per raggiungere questi obiettivi.
Non sono una persona timida ma ogni tanto sono presa dalle insicurezze e credo che questo tipo di esperienza potrebbe aiutarmi ad aumentare la fiducia in me stessa. È ovvio che un po’ di paura quando ci si appresta a mettersi in discussione e ad abbandonare la sicurezza delle nostre abitudini ci sia sempre, ma la consapevolezza dei benefici che questo programma può dare dovrebbe dare il coraggio e la forza necessaria per partire e conoscere il mondo.

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