Secondo un’indagine del Ef, azienda specializzata nello studio delle lingue straniere, al primo posto per conoscenza dell’inglese si posiziona la Norvegia. L’Italia si trova a metà classifica, al 23° posto, con un profilo di «basso livello di competenza». Al nostro livello si trovano paesi come Taiwan, Cina, Brasile, Spagna. Peggio di noi Perù, Venezuela, Turchia, Kazakistan, Colombia, Panama, Vietnam. La Spagna e l’Italia hanno il punteggio più basso di conoscenza dell’inglese tra gli adulti in Europa anche se si inizia a studiarlo molto presto a scuola. Ma forse il problema nasce proprio nella sfera scolastica. L’insegnamento dell’inglese, infatti, si riduce a poche ore alla settimana, 3 al liceo scientifico, e nelle scuole medie inferiori si concentra soprattutto sulle regole di grammatica. Al di là della migliore o peggiore competenza dei diversi istituti, tutto questo non basta per appropriarsi dell’inglese al pari dei nostri coetanei europei. Per imparare una lingua in modo fluente, bisognerebbe esercitarsi ogni giorno. Inoltre, sarebbe molto semplice farlo modificando l’orario scolastico sin dalle scuole elementari e inserendo insegnanti madrelingua inglese per assicurare un esercizio quotidiano. Alle scuole superiori, sarebbe poi utile introdurre l’insegnamento di una materia completamente in lingua inglese così come ormai accade in molte università italiane. Per esempio, dal 2014 al Politecnico di Milano l’inglese è l’unica lingua nel biennio finale e nei dottorati sia per studenti sia per docenti.
Nella mia famiglia imparare l’inglese è sempre stato considerato prioritario, per questo sin da quando ero molto piccola i miei genitori si sono adoperati, sia con lezioni private sia con soggiorni all’estero, per assicurarmi l’insegnamento e la pratica necessari per appropriarsi di questa lingua.
Questo ha fatto si che io abbia anche amici stranieri con cui poter dialogare e che possa seguire film in lingua originale o comprendere i testi delle canzoni inglesi.
Sicuramente nel mondo globale, interconnesso e interdipendente di oggi, l’inglese è fondamentale per qualsiasi professione si voglia intraprendere, ma anche più semplicemente per visitare senza problemi paesi stranieri. Chi non conosce l’inglese si preclude molte opportunità non solo in ambito lavorativo. Più lingue conosci più ti apri al mondo, come ci insegna un proverbio africano: “Un uomo che parla una lingua vale un uomo; un uomo che parla due lingue vale due uomini; un uomo che ne parla tre vale tutta l’umanità”.

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