Fino a qualche settimana fa, coloro che facevano l’elemosina erano ammirati, ora, anche se solo per un mese e solo nella città di Verona, vengono additati per il reato che stanno commettendo. Il motivo di questa decisione presa dal sindaco Tosi è quello di limitare al massimo i giri sporchi che si nascondono dietro a queste povere persone che svolgono il ruolo di accattoni per le vie veronesi, prevalentemente del centro. Ha scelto addirittura di punire chi fa queste opere di bene con delle multe, più o meno salate, in base alle circostanze. I fini di questa iniziativa sono due, collegati fra loro perché uno è la conseguenza dell’altro; il primo, eliminare i falsi accattoni e, il secondo, intascare dei soldi da riutilizzare per i veri bisognosi della città. Sembra una scelta drastica e apparentemente insensata, ma non si potevano raggiungere determinati scopi in nessun altro modo. Ormai, nel centro storico di Verona, in ogni angolo, si trovano questi barboni che chiedono la carità e, quindi, è per questo che non si possono effettuare mezze misure. O tutti o nessuno ed il sindaco ha optato per la seconda opzione, ovviamente, se no non si sarebbe qui a parlarne. Nessuno dovrà più farsi prendere dal cuore tenero e dalla pena che tanti mendicanti sono in grado di suscitare; certo che viene anche da chiedersi a cosa serva realmente il provvedimento adottato: un mese non può cambiare le carte in tavola, né in meglio né in peggio. In un tempo così breve non si può pensare di fermare la criminalità organizzata, né tanto meno di racimolare abbastanza soldi per aiutare concretamente quella parte di cittadini che versa in condizioni di povertà assoluta. Chi prima dava qualche moneta per la carità, ora di sicuro starà bene all’occhio di non dare più neanche un centesimo, dato il rischio di una multa, per quanto destinata ai servizi sociali del Comune!

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