Il CoVid-19 porterà a molti cambiamenti, alcuni spero si radichino nella nostra cultura, come la semplice accortezza di uscire in mascherina anche con un leggero raffreddore, o banalmente lavarsi bene le mani, SEMPRE. In altri casi desidero un ritorno alla “normalità” che mi manca perché quasi non la ricordo più, un concerto affollato, il sorriso del pizzaiolo quando entri nel locale per fare merenda… quei dettagli di ogni giorno che senza accorgercene alleggerivano le nostre giornate.

Al momento è quasi tutto in bilico, l’economia, per prima, e con lei migliaia di altri settori. L’arte per me dev’esser parte della vita dell’uomo, perché è qualcosa di cui dall’alba dei tempi abbiamo bisogno per esprimerci o per sentirci compresi. Ogni forma d’arte, proprio perché molte persone non si rendono conto della sua importanza, dovrà essere tutelata. Sarà difficile tramite finanziamenti, perché verranno indirizzati in altro, ma bisognerà trovare un modo di sensibilizzare ed attrarre più persone a godere dei contenuti artistici.

Una delle forme d’arte sicuramente più apprezzate dalla massa è il cinema, anche se dall’avvento dello streaming sta accusando colpi pesanti. La cosa che si preferisce, oltre ai prezzi spesso aumentati esageratamente, nell’online, è la comodità, il comfort, ed il poter completamente stare soli, immersi nella pellicola, ho in compagnia di una sola persona, speciale, con cui commentarla e condividerla. La proposta di introdurre il drive-in non è affatto male. Ammetto che mi ha sempre affascinato vederlo (appunto ad esempio nei film) o sentirne parlare, quindi forse il mio entusiasmo è poco oggettivo, ma alla fin fine unisce il grande schermo a Netflix.

Di fatti per quanto un’automobile non sia comodissima, si ha comunque la possibilità di regolare i sedili e scegliere la temperatura dell’aria. Sarebbe davvero un esperimento interessante che terminato il periodo di emergenza potrebbe comunque rimanere un’alternativa sul mercato, parallela al classico cinema. Credo infatti che almeno all’inizio funzionerebbe, perché i nostalgici per il ricordo, noi ragazzi per la curiosità, andremmo in molti a provare, e poi col tempo potrebbe tornare ad essere “a thing”, come si dice in inglese, cioè qualcosa che va di moda, che attira molto.

Ripeto, la tutela dell’arte è necessaria, soprattutto in un nuovo mondo in cui i sentimenti della gente si possono dedurre solo dallo sguardo, che ho scoperto essere molto meno chiaro ed espressivo di quanto credessi. È l’unico svago che può continuare a vivere senza andare contro natura, perché l’arte evolve continuamente, aderisce al mondo in cui esiste. Perciò ben venga ad ogni idea bizzarra ma realizzabile che introduca più emozione in questo momento di stop.

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