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In Italia non se n’è parlato moltissimo ma negli USA è sulle bocche di tutti perché, a tutti gli effetti, c’è il rischio che la rete cambi diventando molto meno democratica.

 
Attualmente sul web tutti i contenuti hanno pari dignità, e sopratutto il caricamento di tutti siti ha la stessa velocità. Se pensate che uno dei parametri che può sancire il successo o l’insuccesso di un sito è la sua velocità di caricamento capirete facilmente che questo fattore è fondamentale.
 
Una nuova proposta di regolamentazione, semi-approvata nel maggio 2014, potrebbe sancire la fine vera e proprio delle connessioni uguali per tutti; se la proposta venisse accettata la velocità diverrebbe appannaggio dei paganti e gli utenti “di serie B”, coloro che non possono pagare per utilizzare le reti veloci, rimarrebbero quindi con le briciole delle potenzialità offerte dal web e in futuro il successo delle iniziative sul web non sarebbe più solo da imputare alla qualità delle idee, ma piuttosto all’investimento iniziale che i creatori dei progetti hanno. I soli beneficiari di un cambiamento in questo senso (dove a detenere le connessioni più veloci sono le grandi aziende) sarebbe la lobby delle Telecomunicazioni, come viene chiarito dalle affermazioni presenti sul sito dell’iniziativa.
 
Per esprimersi contro alla proposta è stata organizzata il 10 settembre una manifestazione “virtuale” sul web detta “Internet Slowdown” (tradotto in italiano, “rallentamento di internet”); i siti aderenti hanno mostrato ai loro utenti cosa potrebbe accadere se la mozione per il pay-for-priority.
 

 
Più di 40 000 siti e portali hanno preso attivamente parte all’iniziativa mostrando la classica rotellina di caricamento sulle proprie pagine. Tra questi anche portali davvero importanti come Twitter, Tumblr, Vimeo, Netflix, Etsy e Kickstarter. Giganti come Google, Amazon, eBay, Facebook, Microsoft si sono invece espressi a favore del nuovo internet a due velocità.
 
Inumerevoli, quasi 2 milioni, le prese di posizione sul web da parte degli utenti della rete e la FCC – Federal Communication Commission ha ricevuto 3 milioni di commenti riguardo alla net neutrality. Il buzz creato da questa iniziativa ha permesso di ritardare la ratifica del nuovo regolamento e la FCC sta analizzando le proposte arrivate in questi mesi per prendere una decisione finale.

 

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