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Siamo nella ridente città di Verona al Liceo Scientifico Girolamo Fracastoro. Come in molte altre scuole i fondi scarseggiano e si cerca il modo di rientrare nei costi anche attraverso escamotage fantasiosi. Cosa sarà mai successo?

 

Il preside Tiziano Albrigi, con preavviso e meditando bene sul da farsi, ha venduto la quarta di copertina del libretto scolastico dei suoi 1800 alunni a un noto marchio di snack a base di pollo. In sostanza, ora sul libretto di quasi duemila studenti vi è una pubblicità.

 

 

Inevitabile che si scatenasse un caso e che le critiche piovessero sul malcapitato preside; è etico sottoporre gli studenti ad una pubblicità relativa ad uno snack attraverso uno degli strumenti obbligatori per la permanenza a scuola? Si parla molto di alimentazione corretta nelle scuole e attraverso una pubblicità di questo tipo, non si rischierà di influenzare in maniera negativa i ragazzi? Si domanda qualcuno. Il preside spiega che attraverso l’investimento pubblicitario è stato possibile coprire la metà dei costi per la stampa del suddetto libretto scolastico e che ciò ha permesso, atto encomiabile in periodo di crisi, di abbassare di 20 euro i costi della tassa d’iscrizione oltre che di risparmiare quei fondi per riparazioni indispensabili, come quelle necessarie dopo che un fulmine ha danneggiato il sistema elettrico della scuola.

 

«Mi sarebbe piaciuto pubblicizzare qualcosa di culturale – spiega il preside – ma si offriva questa possibilità e noi l’abbiamo colta, garantendo un risparmio alle famiglie».

 

Cosa pensereste se ciò accadesse anche nelle vostre scuole? Vi sembra corretto e opportuno ciò che ha scelto di fare il preside del Liceo Fracastoro?

 

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