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Buon lunedì ragazzi!

Come tutti sapete, la scorsa settimana c’è stato il terribile attentato alla sede del giornale satirico Charlie Hebdo, che ha causato la morte di 12 persone.

Si è trattato di un fatto davvero tremendo, non solo naturalmente perché ci sono state delle vittime, ma anche per il significato intrinseco dell’accaduto: un tentativo di minare la libertà di espressione individuale, principio cardine della moderna società civile.

 

 

Ecco perché questa settimana ilquotidianoinclasse.it vuole unirsi al messaggio di libertà e solidarietà alle vittime dell’attentato parigino e, d’accordo con i nostri tre blogger Gianna Fregonara, Massimo Esposti e Paolo Giacomin, vorremmo che vi sentiste liberi di parlare di Charlie Hebdo su uno qualunque dei 3 blog tra quello di Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore e Quotidiano Nazionale.

Dunque, pubblicate i vostri post regolarmente sui temi della settimana ma se volete espressamente dirci la vostra opinione sull’attentato alla sede di Charlie Hebdo, fatelo pure su uno qualunque dei 3 blog o sui Social Network, utilizzando gli hashtag #jesuischarlie e #qic_it.

Lanciamo tutti insieme un messaggio di libertà dalle pagine de ilquotidianoinclasse.it!

 

Intanto, eccovi come sempre, la presentazione dei nostri temi della settimana.

 

Gianna Fregonara vi chiede di parlare di sport. Certamente avrete letto sui giornali o visto in TV che la città di Roma è candidata per ospitare le Olimpiadi del 2024.

Quando si parla di sport in Italia, nel 90% dei casi si intende il calcio; invece, le Olimpiadi rappresentano il momento per riflettere, guardare e conoscere anche altri sport.

Ecco, dunque il tema della settimana per il Corriere della Sera: escludendo il calcio, qual è il vostro sport preferito e perché?

 

Massimo Esposti vi lancia il suo tema dalla sede bolognese del CRIF, azienda italiana che lavora per la sicurezza dei dati in rete.

Questo perché si parla di cyberbullismo, un fenomeno molto diffuso, specie tra i giovani, che spesso può avere delle conseguenze terribili: si pensi ai tanti casi di suicidio di ragazzi letteralmente “attaccati” sul web dai loro coetanei.

Esposti, con l’aiuto di Beatrice Rubini, responsabile dei dei dati in rete del CRIF, ci dà qualche consiglio su come difenderci da questi possibili “attacchi” telematici. Prima di tutto, quando si conosce o si parla con uno sconosciuto in rete, bisogna avere lo stesso spirito critico e la stessa diffidenza che si avrebbero quando si incontra uno sconosciuto nella vita reale: non diamo, quindi, troppe informazioni e cerchiamo di capire subito con chi stiamo parlando e qual è l’obiettivo della conversazione. In secondo luogo, stiamo attenti alle informazioni e alle immagini che condividiamo sui Social Network: non divulghiamo mai qualcosa di compromettente o troppi nostri dati personali.

Voi ragazzi, cosa ne pensate? Come vi difendete e come si può fermare, dal vostro punto di vista, il fenomeno del cyberbullisimo?

 

Paolo Giacomin vi invita a riflettere su un episodio che ha sconvolto il mondo intero in questo inizio del 2015: l’attentato alla sede parigina del giornale satirico Charlie Hebdo, che ha causato la morte di 12 persone, tra redattori e forze dell’ordine.

In migliaia, la sera stessa del 7 gennaio, si sono riuniti in tutte le piazze del mondo, a partire da Parigi naturalmente, impugnando una penna come simbolo della difesa della libertà di espressione, diritto fondamentale del vivere civile, messa a repentaglio da un episodio così grave.

Ed è proprio su questo aspetto che Giacomin vuole sapere la vostra opinione: impugnate anche voi idealmente una penna e raccontateci le vostre impressioni sull’accaduto. Che significato ha per voi l’attentato alla sede di Charlie Hebdo e che conseguenze può avere a breve e lungo termine?

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