Buongiorno ragazzi, iniziamo la quarta settimana di concorso presentandovi, come ogni lunedì, i temi di questa settimana.

 

Orsola Riva per Corriere della Sera vi parla di Aung San Suu Kyi, la vincitrice delle prime elezioni realmente libere che si sono tenute recentemente in Birmania. Figlia di Khin Kyi, eroe dell’indipendenza birmana, ucciso quando lei aveva appena 2 anni, Aung San Suu Kyi ha trascorso gli ultimi 22 anni agli arresti domiciliari, a causa della sua lotta contro la dittatura militare del suo paese, tanto da meritarsi il Premio Nobel per la Pace nel 1991 e da diventare icona del movimento dei diritti civili e della non violenza.

 

Proprio come accade a tutte le icone, come anche al Mahatma Gandhi e a Nelson Mandela prima di lei, anche Aung San Suu Kyi non è senza ombre: la sua vittoria alle elezioni è certo un messaggio di pace e speranza per la Birmania, eppure non mancano le critiche nei suoi confronti. Come successe anche a Mandela, cui alcuni oggi rimproverano di non aver fatto tutto il necessario per fermare il contagio dell’AIDS in Sudafrica, quando era presidente. Lo fece dopo, quando non lo era più, ma non in prima battuta, per ragioni di convenienza politica. A Aung San Suu Kyi oggi si rimprovera di non aver speso mezza parola per le persecuzioni della minoranza musulmana birmana da parte della maggioranza buddista. La speranza di tutti è che possa fare di più, dal momento che questo tema non è più pericoloso per lei.

 

Secondo voi, ragazzi, cosa succede quando un mito incontra e incarna la storia? Aung San Suu Kyi riuscirà ad essere all’altezza delle enormi aspettative che si sono create attorno alla sua figura?

 

 

 

Luca Tremolada per Il Sole 24 Ore vi parla di sport e doping. Avrete certamente letto sui giornali del caso dell’Agenzia mondiale antidoping che recentemente ha sospeso l’attività del laboratorio antidoping di Mosca per il sospetto che ci fosse qualcosa di “anomalo” nell’alimentazione degli atleti russi. Più in generale, anche a a causa di altre vicende più o meno recenti, sembra che in questo momento nello sport ci sia qualcosa di non completamente “pulito”.

 

Tremolada vi invita non tanto ad esprimere un vostro parere sulla questione russa, che al momento è effettivamente ancora poco chiara, quanto a capire che cosa sta succedendo ora nel mondo dello sport. E per farlo, vi invita come al solito a consultare le fonti: studiate i dati delle ultime edizioni delle Olimpiadi e cercate di capire se c’è qualche correlazione tra le medaglie vinte e la potenza di una nazione, o tra i casi di doping conclamati e i numeri delle vittorie.

 

Cosa ne pensate dell’attuale situazione dello sport? Che opinione avete su chi droga gli atleti? Come dovrebbe essere lo sport “pulito”?

 

 

 

Gianluigi Schiavon per Quotidiano Nazionale vi parla di bellezza e di azioni criminali, di donne sfigurate dall’acido e di uomini crudeli che hanno compiuto questi gesti efferati. Come il caso di Dolly, una ragazza di Agra in India, di soli 15 anni, sfigurata a 12 da un ragazzo di 24 anni che le ha lanciato l’acido in viso perché non accettava le sue offerte d’amore. Come lei, sono ben 215 le donne che in India nel solo 2015 sono state sfregiate con l’acido perché rifiutavano una vita imposta da altri.

 

Quello delle donne sfregiate non è solo un caso indiano. Ne abbiamo un esempio piuttosto recente anche in Italia, il caso di Lucia Annibali, aggredita con l’acido dal suo ex, condannato a 20 anni di carcere.  Ma quali sono, secondo voi, le cause di questo fenomeno orribile? L’egoismo criminale, il senso del possesso, il delirio di onnipotenza, il maschilismo-machismo criminale, la follia da delinquenti? Qualunque sia la causa, secondo voi è possibile fermare questa follia?

 

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