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Buongiorno ragazzi,

ecco i temi che i tre giornalisti vi propongono questa settimana:

Orsola Riva, per il Corriere della Sera, vi parla di Gabriele Micalizzi.
Si tratta di un foto reporter di guerra italiano, che collabora con le principali testate internazionali e ha collaborato anche con il Corriere in passato. La settimana scorsa Gabriele è stato ferito da una granata in Siria dove sta seguendo gli ultimi sviluppi della guerra. Al momento dell’esplosione era al seguito delle milizie curde che stavano avanzando verso l’ultimo avamposto dell’Isis. Proprio perché la guerra ormai sta finendo i pochi esponenti dell’Isis rimasti sono molto pericolosi.
La vicenda di Micalizzi testimonia come i giornalisti stiano svolgendo egregiamente il proprio lavoro e ci dice molto sulla sua straordinaria volontà di voler sempre vedere le cose da vicino, con i propri occhi. Egli è andato dove sapeva ci fosse la notizia per verificare con i propri, senza fidarsi.
In un momento in cui, soprattutto per colpa della rete, veniamo bombardati da informazioni e immagini che non siamo in grado di verificare la foto di Micalizzi corrisponde a un fatto che il giornalista ha potuto accertare con i propri occhi. Molte delle foto che circolano in rete spesso sono state soggette al foto ritocco o addirittura sono frutto di vere e proprie falsificazioni che circolano sulla rete e che insieme alle notizie false spesso non vengono verificate.
Verificare le fonti è importantissimo: affidandosi al foto reporter per gli scatti di guerra, alla testata autorevole per la notizia e più in generale al medico se si parla di una malattia e agli scienziati per le questioni sull’ambiente.
La domanda che la giornalista vi pone è la seguente: pensate di essere al riparo o vi sentite esposti rispetto alle bufale che circolano in rete? Pensate di avere gli strumenti adatti per riconoscerle? Raccontate l’ultima volta che siete stati vittima di una bufala su internet.

Luca Tremolada, per il Sole 24 Ore, vi parla di ciò che consumiamo di più.
Il giornalista vuole parlarvi del paniere Istat, la lista di beni e servizi che determina l’indice dei prezzi al consumo della collettività e quindi l’inflazione. In questo grande listone di beni e di prezzi  c’è l’identità dell’Italia: quello che compriamo e che consumiamo che fa capire chi siamo e quali sono i nostri usi e costumi.
Per esempio grazie al paniere Istat sappiamo che: pane, burro e marmellata non mancheranno mai nelle case degli italiani, ma adesso stanno entrando altri prodotti come i frutti di bosco e lo zenzero che dicono molto su come sta cambiando il modo di mangiare. Poi ci sono cose come lo scooter elettrico e lo sharing, ma anche l’overboard e la web tv e altri beni elettronici di ultima generazioni. Questi oggetti vanno a sostituire i CD, che a tutti gli effetti escono dalla lista del paniere Istat, e le lampadine a risparmio energetico. Entra invece la traversa salva letto e il pannolone che ci indica il fatto che la popolazione italiana stia invecchiando.
Provate a guardare l’intera lista e discutetene con i vostri compagni di classe: ci sono nuovi oggetti che rappresentano il vostro stile di vita? Ci sono invece prodotti che secondo voi devono uscire dalla lista perché non si usano più?

Marcella Cocchi, per il Quotidiano Nazionale, vi parla della vita a nolo.
Ikea il colosso svedese dell’arredamento a basso costo inizierà anche ad affittare i mobili e l’arredo che sarà restituito sarà poi rimesso a nuovo e venduto. Questa è una novità che parte solo dalla Svizzera per ora,  ma che certamente si diffonderà in tutta Europa.
La giornalista dice che in fondo è una rivoluzione copernicana perché rimanda non solo alla concezione dell’economia condivisa, ma anche all’idea del riciclo. Si tratta di una differenza sostanziale rispetto agli anni del boom economico, quando si sentiva forte l’idea del possesso che è l’esatto contrario di quello che succede ora. Quella del boom economico era però un’altra Italia, in cui il possesso dei beni non marciava ancora di pari passo con la parità uomo- donna e la consapevolezza dei diritti. L’unico diritto riconosciuto all’epoca era il possesso, sfoggiare la macchina nuova la domenica o chiamare le amiche per mostrare la casa nuova. Questo, per dare l’idea, è il cambiamento per cui si passa dal possesso all’acquisto di un servizio: ormai abbiamo la concezione della vita a noleggio. Prendiamo a nolo le automobili, gli sci, e addirittura ci sono portali che noleggiano le opere d’arte.

La sociologa Roberta Paltrinieri spiega questo cambiamento facendo notare come oltre alla motivazione economica, le persone utilizzano queste risorse per una maggiore consapevolezza legata all’ambiente, ai consumi e alla cultura.

La giornalista vi chiede: come immaginate l’economia del futuro?

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