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Buongiorno ragazzi,

 

oggi vi presentiamo i temi che Orsola Riva, Luca Tremolada e Gianluigi Schiavon hanno pensato per voi per la quindicesima settimana di concorso.

 

Orsola Riva, per il Corriere della Sera, vi parla delle doti di un leader politico.
In vista delle elezioni previste per il prossimo 4 marzo è partita da alcune settimane una campagna elettorale tutt’altro che sottotono, fatta di un gioco di rimbalzi e promesse una più fantasmagorica dell’altra.
Il primo a partire, come sempre, è stata Silvio Berlusconi che ha promesso la costituzione di un Ministero della Terza Età e l’innalzamento delle pensioni minime a mille euro. Tutti gli altri poi gli sono andati dietro rialzando la palla: Renzi ha promesso l’abolizione dell’odiato canone Rai, Grasso ha promesso l’abolizione di tutte le tasse universitarie, e di nuovo Berlusconi  ha promesso l’abolizione del Jobs Act e il ripristino dell’articolo 18 ( quello che obbliga il datore di lavoro a reintegrare il lavoratore non licenziato per una giusta causa). Nelle mire dei 5 Stelle c’è invece la Legge Fornero che imposta il tetto dell’età pensionabile al di sopra dei 65 anni. Abolire questa legge costerebbe allo Stato circa venti miliardi l’anno. Salvini, dal canto suo, ha promesso l’abolizione della legge sull’obbligatorietà dei vaccini. Decisamente un pericolo per la nostra salute.
A questo punto, indipendentemente da quale sia la vostra posizione politica e da chi avete in mente di votare, Orsola Riva vi chiede: quali sono secondo voi le doti che un leader politico dovrebbe avere? Per raggiungere il consenso conta sicuramente  la capacità comunicativa, ma per mantenerlo, poi,  di cosa c’è bisogno?

 

Luca Tremolada, per il Sole 24 Ore, vi parla dei cambiamenti che subirà in futuro la nostra casa e la nostra vita.
Al Consumer Electronic Show di Las Vegas, la più grande vetrina del mondo dedicata all’elettronica di consumo e al futuro, quest’anno comandano gli assistenti vocali. Si parla di speaker intelligenti, ma anche di frigoriferi, di forni a microonde, di telefoni e di televisori. Il futuro è un dialogo continuo con questi elettrodomestici che si mettono al nostro servizio per cercare di risolvere dei problemi come: leggere l’agenda del lavoro direttamente sullo schermo del frigorifero, guidarci un film o ascoltarci la musica. Quello che appare chiaro è che l’intelligenza artificiale è diventato un software di comunicazione e i robot sono ormai pronti ad entrare nelle nostre case.

Voi cosa ne pensate, siete pronti a questi cambiamenti?

 

Gianluigi Schiavon, per il Quotidiano Nazionale, vi parla dell’ossessione del tempo.
Viviamo una vita frenetica, in cui non abbiamo mai tempo, quello che abbiamo non ci basta mai e paradossalmente lo sprechiamo. Lorenzo Guadagnucci parla di “cronofobia” ovvero dell’avversione ossessiva per il trascorrere del tempo. Questa patologia era tipica dei carcerati e dei degenti costretti all’immobilità. Oggi invece molti di noi riconoscono un pizzico di cronofobia nella loro vita quotidiana.

Carlo Rovelli, autore de “L’ordine del tempo” pensa che dimenticando il tempo tutto diventi più semplice, è più facile capire come funziona il mondo. Secondo alcuni sarebbe auspicabile una sorta di movimento culturale di ribellione, ci vorrebbe un movimento di liberazione del (e dal) tempo.
Fabio Massimo Lo Verde, docente di Sociologia del Tempo Libero all’Università di Palermo, spiega che l’ansia nasce dal fatto che si tende ad immaginare la propria giornata come un contenitore,  nel quale mettere le molte cose da fare e via via si tolgono quelle fatte. C’è in questo caso una pressione efficientissima che genera insoddisfazione ogni volta che si ha la sensazione di sprecare tempo.
Trascorriamo sei ore al giorno su internet, per questioni non lavorative, altre due sui social network,  ore e ore nel traffico, in coda alle poste, negli uffici, ecc.
Secondo alcune culture la puntualità non è un valore: si preferisce arrivare tardi a un appuntamento piuttosto che  interrompere la conversazione con un amico incontrato per strada.
Luca Cometto, psicologo e psicoterapeuta, dice che tutti nella vita hanno periodi di grande intensità, ma ad un certo punto diventa necessario rallentare, fermarsi o arrivare in ritardo.
A questo punto Schiavon vi chiede: in che modo, secondo voi, è possibile liberarsi dall’ossessione del tempo?

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