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Buongiorno ragazzi,

oggi finalmente scopriamo chi tra di voi si è aggiudicato il podio per il primo contest dedicato alla poesia.

Avete partecipato in tanti  a questo contest e per questo volevamo ringraziarvi, alcuni di voi però non hanno visto la loro foto pubblicata all’interno della gallery sulla pagina Facebook perchè hanno inviato la loro poesia a concorso scaduto o perchè hanno partecipato con una poesia già scelta da altro utente. Per questo, in futuro, vi invitiamo a leggere attentamente il regolamento per poter essere sicuri di partecipare al concorso.

Passiamo dunque alla classifica, che è stata stipulato sulla base dei like ottenuti dalle poesia in concorso alla mezzanotte del 19 dicembre e alla profondità del commento di accompagnamento scritto dagli utenti.

 

Al quinto posto troviamo l’utente VVDAVIDEVV che ha scelto la poesia di Nazim Hikmet “Amo in te” che accompagna con questo commento: ” In una vita spinta dall’orgoglio personale che ci rende incapaci di ammettere sconfitte e paure non ci resta altro che amare, perché spesso solo se si inizia ad amare si inizia a vivere, dimenticando ogni ostacolo che la vita ci ha posto ed iniziando a lottare per ciò che vogliamo: l’Amore di una vita, capace di migliorarci anche solo una giornata ma che ci fa sperare che duri per sempre.
Con questa poesia, Hikmet, descrive il suo amore verso una donna che egli stesso definisce impossibile da ottenere ma per cui non rinuncia a lottare, come dice nel distico finale, dopo essere riuscito, nei pochi versi precedenti, a descrivere il suo amore come una caccia senza fine che lo spinge a provare una passione travolgente verso la donna”.

 

Al quarto posto troviamo l’utente RAFF00 che ha partecipato proponendo la poesia di Giacomo Leopardi intitolata “L’Infinito”. Ecco il commento di accompagnamento:“A me è piaciuta molto questa poesia e mi ha colpito perché mi rappresenta, io mi rivedo in Leopardi che guardava questo spazio senza confine, dove il nostro cuore non si spaventa e con il silenzio si pensa, ma allo stesso tempo il pensiero si perde tra l’immensità dello spazio!”

 

Il terzo posto del podio se lo aggiudica GMANGIONE che sceglie una poesia di Monatale intitolata “Ho sceso dandoti il braccio, almeno un milione di scale”. Il commento di accompagnamento alla lirica è il seguente: “Ho scelto questa poesia perché è una delle mie preferite, fa pensare a quanto può far male la mancanza di una persona importante, una persona su cui si ergeva il pilastro di una vita e si affidava ad essa tutto. Lo si fa perché a volte la vita è un sacco troppo pesante da portare da solo e serve qualcuno con cui dividere questo peso così da poter andare avanti insieme per proseguire il cammino della vita”.

 

Sul secondo gradino del podio troviamo PIETRO10 che ha scelto di partecipare con la poesia di Tamir Sorek intitolata ” Avevo una scatola di colori”. Il commento scritto da Pietro è il seguente: ” Questa poesia, ci trasmette l’immagine di un pittore, che seduto davanti ad una tela e con una tavolozza di colori era pronto a dipingere un quadro, ma si accorse di non possedere alcuni colori, ma nonostante questa difficoltà non si fermò, realizzo un quadro con i colori che possedeva, ci dimostra come spesso la vita non ci fornisce tutto ciò che vogliamo, ma quello di cui abbiamo davvero bisogno, infatti i colori che non possedeva rappresentavano la morte e la disperazione, ma lui possedeva i colori dell’amore e della serenità, perciò disegnò la pace. Questo riflette come l’uomo troppo spesso si blocca davanti a delle difficoltà inutili, a vedere sempre “il bicchiere mezzo vuoto” o di apprezzare le cose solo dopo averle perdute invece di farlo quando le ha ancora, di piangersi addosso per ciò che non ha piuttosto che essere felice per quello che possiede come fa questo pittore”.

 

Per questa volta il primo posto se lo aggiudica MARTINARAM  a cui vanno i nostri complimenti.  La poesia scelta in questo caso è di Salvatore Quasimodo e si intitola “Ed è subito sera”.  Il commento di Martina è il seguente:” Facile da leggere, difficile da interpretare.Oltre me rivedo un po’ tutta l’umanità all’interno di questa poesia, penso ai miei momenti di depressione, al mio stare rinchiusa volontariamente a casa, il mio “ amare la solitudine”, ai miei brevi istanti di illusione, in cui tutto sembra placarsi, in cui la mia mente decide di darmi tregua, istanti disturbati dalle disillusioni, che come cani da cerca, mi riportano alla realtà, convincendomi all’involontarietà di prima, come Quasimodo, trafitto da un raggio di sole, dolore di una piacevole sensazione che sa benissimo che non avrà lunga vita, breve periodo che illude il cuore, ma non la mente, poiché all’arrivo di questo si pensa subito al dopo, ed anche mentre viviamo nell’attimo di piena felicità, ci fa strano, quasi “paura”, non sentire più quell’inquietudine che ci assilla, che ci costringe ad essere ciò che non vogliamo, esseri incapaci di comunicare, abituati ormai a vivere in questa che chiamiamo normalità. La vita, come l’alternarsi delle stagioni, è un ciclo continuo, distruzione dell’animo e spensieratezza smisurata si alternano con una velocità tale da non farci capire realmente chi siamo, ma fatto sta che nessuno vuole stare solo, né Quasimodo, né io, né voi, siamo semplicemente umani, incoerenti perfino con noi stessi, capaci di provare con la stessa intensità qualsiasi emozione: amore, rabbia, paura… che come noi hanno una fine, ed un fine! Morte interiore quella della sera, che oscura tutte le speranze, i sogni, le gratificazioni, che ci si era ripromessi di accogliere, situazioni che soffocheranno per un breve momento e si ripresenteranno nuovamente, come la nostra lotta con le inquietudini sull’essere, perché ogni fine implica un inizio e la vita, come la morte, sono gli esempi più affascinanti da cui possiamo trarre esempio”.

 

Prima di lasciarvi vi ricordiamo che è già online il nuovo contest intitolato #BenvenutoInverno. Correte a scoprire il regolamento e partecipate numerosi, in palio tanti punti bonus!.

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