Progetto senza titolo 26

Nicola Saldutti, blogger di Corriere.it, oggi vi parla di come le decisioni del governo sulla chiusura dei locali di ristoro per combattere la Pandemia abbia influito sull’economia di queste attività. Per tentare di alleviare questa situazione il governo ha varato un provvedimento per il ristoro che prevede per ogni attività dai 5 ai 30mila euro. A questo proposito si apre una questione molto importante: in una situazione di emergenza, lo Stato ha molte responsabilità, da un lato deve cercare di bloccare la diffusione del virus dall’altro cercare di aiutare chi sta subendo le conseguenze economiche. Cosa proporreste voi per mantenere l’equilibrio giusto tra protezione sanitaria e impatto economico?

Luca Tremolada, giornalista de Il Sole 24ORE, ci illustra la causa del decennio: il dipartimento di giustizia statunitense ha citato in giudizio Google con l’accusa di essere un monopolio digitale nel emrcato delle ricerche. Attorno a questa vicenda si determinerà molto il futuro delle piattaforme digitali. Quanto le ricerche digitali hanno impatto sulle nostre vite? Provate a fare una ricerca e chiedetevi quanto i risultati corrispondano al vostro reale intendimento. Ultimo consiglio è di andare su Internet Archive dove si può vedere com’era Google negli anni ’90 e com’è Google oggi. E’ migliorato o peggiorato il servizio?

Andrea Bonzi, blogger di Quotidiano.net, analizza, questa settimana, una ricerca fatta sugli atenei italiani. Si sottolinea come il governo investa nella cosiddetta istruzione terziaria, quella universitaria, solo lo 0,3% del PIL e siamo l’ultimo Paese per investimento rispetto a tutti gli stati dell’Unione Europea. Inoltre siamo penultimi, davanti solo alla Romania, come numero di giovani laureati. Per avvicinarsi alla media europea avremmo bisogno di circa 7000 matricole in più all’anno. Diversamente, per le pensioni in Italia nel 2018 si è speso quasi il 16% del PIL, cifra destinata a crescere nei prossimi anni. Non si tratta di ingaggiare una “guerra” tra generazioni diverse, ma una cosa è certa: il futuro sono i ragazzi, dunque questo squilibrio di investimento deve essere sicuramente riconsiderato.

 

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