Buongiorno ragazzi,

comincia la seconda settimana di concorso, ecco per voi i temi dei giornalisti.

Orsola Riva, per il Corriere della Sera, vi parla di Black friday, regali di Natale e tecnologia.

Il “venerdì nero” è una tradizione che abbiamo importato dagli americani e segna di fatto l’inizio del periodo degli acquisti che durerà fino a Natale. Del resto, ricorda la giornalista, anche Babbo Natale è un’invenzione americana, se l’è inventato la Coca Cola in una campagna pubblicitaria. Tutto questo per dire che tutti corrono a fare affari, ma quest’anno ha un po’ sorpreso il fatto che più che iPad e cellulari le persone abbiano acquistato i buoni e vecchi televisori.

Questo ha molto incuriosito la giornalista tanto che la domanda che vi pone è la seguente: voi guardate ancora la tv o la usate soltanto per giocare con i videogame? E preferite quest’ultima all’ipad o al computer?

Luca Tremolada, per il Sole 24 Ore, vi parla dell’effetto Dunning-Kruger.

Si tratta di una distorsione cognitiva grazie alla quale gli individui normali sopravvalutano le proprie capacità. Per dirla in maniera semplice: meno sai e più credi di sapere. Per il giornalista gli algoritmi presenti nei social amplificano questo effetto, per cui sono molte le persone che parlano di argomenti senza averne effettive competenze.

Basti pensare alle grandi discussioni sui vaccini, e a chi pur non essendo medico dice la sua sul tema.

I social aumentano e amplificano l’effetto di questa patologia e per questo studiare approfonditamente prima di parlare è fondamentale.

Il giornalista vi chiede di segnalare degli esempi di discussioni in cui le persone parlavano di temi pur senza conoscere l’argomento.

Marcella Cocchi, per il Quotidiano Nazionaleparla di un gioco mortale.

Qualche giorno fa in provincia di Milano, in una stazione ferroviaria un gruppo di ragazzini comincia una scommessa che porterà alla morte. Si sdraiano sui binari e aspettano il treno con l’intenzione di alzarsi soltanto quando quest’ultimo sarebbe arrivato. Purtroppo questa sfida sconsiderata viene accolta anche da Abdul, un ragazzo di 15 anni che si stende sui binari e viene travolto dal treno in corsa.

Questo purtroppo non è un fatto isolato, due settimane fa a Sesto San Giovanni un quindicenne era salito sul tetto di un centro commerciale con i propri amici per scattarsi un selfie, e a settembre un quattordicenne accoglie una sfida e trattiene il fiato a lungo e soffoca.

La giornalista vi chiede: è possibile definire gioco qualcosa che porta alla morte? Siamo sicuri che sia più coraggioso raccogliere queste sfide mortali piuttosto che dire qualche no?

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