Buon lunedì dell’Angelo a tutti ragazzi!
Vi immaginiamo pronti per una bella gita di Pasquetta, ma intanto buttate un occhio ai temi della settimana numero 23 del concorso ilquotidianoinclasse.it.

Come noterete Orsola Riva de Il Corriere della Sera, Luca Tremolada de Il Sole 24Ore e Marcella Cocchi di Quotidiano.net vi chiedono di esprimere la vostra opinione sull’immenso incendio che la settimana scorsa ha in gran parte devastato Notre-Dame, la famosissima cattedrale di Parigi, capolavoro dell’architettura gotica. I giornalisti però chiedono il vostro parere su aspetti diversi dell’accaduto. Vediamo insieme quali.

Orsola Riva de Il Corriere della Sera vi chiede di fare una riflessione su quello che sarà il futuro della cattedrale e della sua ricostruzione.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha promesso che la cattedrale risorgerà e sarà ristrutturata al massimo entro cinque anni. In Francia all’indomani dell’incendio si è scatenata una raccolta di fondi, quasi una gara alle maggiori donazioni tra le più ricche famiglie industriali francesi come la famiglia Arnaud e la L’Oréal, ma anche tantissimi donatori anonimi francesi che hanno deciso di dare il loro contributo. Una delle questioni che si è sollevata è come fare la ricostruzione del tetto della cattedrale e in particolare modo di uno dei simboli della cattedrale ossia la guglia, quella che i francesi chiamano la “flèche”. Il Governo francese ha infatti deciso di lanciare un concorso internazionale per archistar e architetti di tutto il mondo per decidere come rifare la celebre guglia. Il quesito principale è uno: meglio rifarlo com’era, ossia in stile neo-gotico oppure fare qualcosa di completamente nuovo e diverso.

Ora la domanda è girata a voi. Se poteste decidere voi come la rifareste? Una copia del tutto identica a quella distrutta dalle fiamme oppure immaginate qualcosa di completamente diverso, innovativo e moderno?

Luca Tremolada de Il Sole 24Ore vi chiede invece una riflessione partendo dalla vignetta pubblicata sulla famosissima rivista satirica francese, Charlie Hebdo.
Certamente molti di voi ricorderanno la vignetta raffigurante Maometto che costò la vita a molti giornalisti del magazine, oppure le molte illustrazioni dedicate all’Italia. Quella su Notre-Dame, così come molte altre edite dalla rivista, hanno sempre scatenato polemiche a più livelli. Charlie Hebdo è stata accusata tante volte di essere di cattivo gusto ed è stato anche chiesto che venissero censurate alcune di queste vignette. Questo, sottolinea il giornalista a favore della libertà di satira, per fortuna non è mai successo. Anche quando è di cattivo gusto o non è pertinente ai fatti accaduti oppure offende, il senso della satira è infatti quello di graffiare, di fare male, deve essere un vero è proprio pugno allo stomaco.

Il giornalista vorrebbe quindi conoscere la vostra opinione in merito al valore e all’obiettivo della satira. Secondo voi è giusto porre dei limiti e dei confini alla libertà di pensiero? O è davvero tutto lecito e con vignette e illustrazioni si può scherzare e ridere di tutto?

Marcella Cocchi di Quotidiano.net sempre partendo dal rogo della cattedrale francese Notre-Dame, vi chiede invece che cosa vi ha colpito di più di questo terribile incendio.
La sera in cui è andata a fuoco la basilica all’interno del giornale verso le 19, l’impostazione del quotidiano, ormai pronto a quell’ora, è stata completamente stravolta per dare spazio alla vicenda con notizie, articoli e approfondimenti in merito alla vicenda e alla storia della chiesa. Qui venne incoronato Napoleone, ha raccontato un famoso storico, Franco Cardini, intervistato dalla redazione di QN, qui sono passati re e imperatori, come per esempio il Re Sole Luigi XIV. Lo stesso Hitler nel 1940, colpito dalla maestosità dell’edificio, varcando la soglia di Notre-Dame si tolse il cappello in segno di rispetto. In alcuni articoli invece si è dato più spazio ai possibili scenari della ricostruzione, in altri alla cronaca nel tentativo di individuare cause e responsabilità dell’incendio probabilmente scatenato nella parte in cui era stata montata una grande impalcatura di legno per i lavori di restauro. Notre-Dame non è stata purtroppo l’unica bellezza a finire tra le fiamme: ricordiamo infatti il Teatro La Fenice di Venezia o il Teatro Petruzzelli di Bari.

La giornalista quindi vi chiede: a voi che cosa ha colpito maggiormente della distruzione della cattedrale francese?

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