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Ci sono alcuni dati di fatto legati al mondo della scienza che si imparano e si danno per assodati per anni e anni. Finché non si approfondisce l’argomento e si scopre che non è affatto come si pensava.
 
Per esempio, ci hanno sempre detto che l’Everest è la montagna più alta del mondo con i suoi 8848 metri di altezza e in parte questo è vero. Tuttavia, la montagna più possente sulla faccia della terra è il vulcano Mauna Kea alle Hawaii (10200 metri di altezza); il primato gli è “rubato” dal “piccolo” Everest semplicemente per il fatto che il Mauna Kea è per i due terzi sommerso dalle acque dell’oceano.
 
Un altro luogo comune, fomentato da numerosi libri d’epoca, è che la Grande Muraglia Cinese sia visibile dallo spazio, se non addirittura dalla luna. Ma questo è un vero e proprio mito metropolitano, in quanto anche se è lunga 21.000 chilometri circa la Grande Muraglia è larga meno di 10 metri e quindi già ad un centinaio di chilometri di altezza risulta difficilmente visibile all’occhio umano. La terra dalla luna appare come un globo quasi del tutto bianco e blu ed è quasi impossibile intravvedere i continenti.
 

 

Si dice anche che i camaleonti cambino colore sulla base dello sfondo su cui si trovano, ma in realtà il mutamento è intenzionale e influenzato anche dal loro umore e talvolta dalla temperatura. Insomma, il camaleonte non è l’arlecchino che ci si aspetterebbe e addirittura non tutti i camaleonti sono dotati di questa capacità ai limiti dello stupefacente. Come ci spiega l’immancabile wikipedia: «il cambiamento di colore dei camaleonti è dovuto da alcuni strati di cellule specializzate che si trovano sotto la pelle trasparente dell’animale. Le cellule poste nello strato superiore contengono pigmenti gialli e verdi. Quelle dello strato inferiore contengono una sostanza cristallina colorata detta guanina. Le guanofore (cellule della guanina) riflettono una parte della luce incidente, in particolare la luce blu o bianca. Se le cromatofore sovrastanti sono gialle, la luce blu riflessa produce un colore verde. Sotto lo strato delle guanofore e delle cromatofore esiste un terzo strato di cellule melanofore contenenti melanina. Questo strato può scurire o schiarire i colori prodotti dagli strati sovrastanti». In alcuni video celebri sulla rete si vede un camaleonte cambiare colore al mutare del colore degli occhiali sul quale viene appoggiato, ma quel video è una vera e propria bufala. Ecco come un camaleonte cambia veramente colore:

 

 
L’ultimo mito che vogliamo sfatare è quello che Plutone è un pianeta. Possiamo dire che lo è stato, almeno fino a che nel 2002 non è stato scoperto nel sistema solare un pianeta nano più grande di Plutone: si tratta di Eris, globo ghiacciato sospeso nell’area transnettuniana. La definizione di Plutone come pianeta è sempre stata controversa, in quanto molto più piccolo degli altri pianeti del sistema solare e caratterizzato da un’orbita piuttosto diversa. La scoperta di Eris ha costretto a ridefinire la natura di Plutone e a “declassarlo” da pianeta a pianeta nano. Al contrario, se si fosse deciso di non modificare la definizione di Plutone, il sistema solare avrebbe oggi dieci (o più pianeti) e non i tradizionali otto.
 
Siamo riusciti a stupirvi con queste curiosità?
 

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