Vi ricorderete l’articolo scritto da Beppe Severgnini sul suo esperimento: stare senza internet per un’intera settimana! Pensate la difficoltà per un giornalista che con internet ci lavora! E voi come reagireste? Pensate di potercela fare? Una vostra compagna la settimana scorsa ha deciso di provarci e ha accolto la sfida comunicandocelo sulla pagina Facebook! I sette giorni sono ormai passati e Martina ci ha mandato il suo resoconto!

 

Stare senza internet si può!

Quando ho letto l’articolo di Beppe Severgnini mi sono incuriosita. Ma quella curiosità, mi sono accorta, portava dentro anche un certo senso di inquietudine. Questo perché mi sono resa conto  che da più di un anno tra connessione nel pc e wap nel cellulare, io senza internet non sono mai stata per più di un giorno. Persino all’estero, quando connettersi costava tantissimo, io una “navigata” la facevo sempre.

Quindi, un po’ per sfida, un po’ per capire se davvero sono una “internet-dipendente” ho deciso di passare anche io una settimana senza il meraviglioso mondo della rete.

E’ passata una settimana e sono di nuovo qui a scrivere: sono sopravvissuta e anche bene, nonostante le “gufate” di mio padre che aveva scommesso il fallimento dopo un giorno dall’inizio.

Certo ogni tanto la tentazione di aprire google chrome c’era, certo qualche volta ho sfiorato il tasto del motore di ricerca sul cellulare. Ma ho resistito.

Ho trovato tanti altri bei modi per perdere tempo senza stare incollata ad uno schermo: ho fatto tanti quiz per la patente, ho letto il manuale della nuova macchina fotografica (che sono certa diventerà compagna inseparabile di tante inchieste), ho iniziato a leggere i manga, ho persino riscoperto gli elenchi telefonici cartacei!

Certo quando a scuola ti ritrovi delle spiegazioni fatte con l’ausilio di wikipedia in videoproiettore o quando il tuo ragazzo e i suoi amici guardano youtube a due metri da te diventa difficile. Ma si deve resistere e si resiste.

Penso di avere scelto la settimana peggiore per troncare i miei rapporti con internet: al mio ritorno c’erano 38 e-mail (tranne quella inviata dalla professoressa all’intera classe con i compiti) e facebook strabordava di notifiche per via dell’imminente autogestione che in quanto rappresentante d’istituto devo organizzare.

Ma pazienza: io ho resistito e gli altri hanno trovato altre maniere per contattarmi. Mi ritengo molto soddisfatta del mio esperimento.

Ma non credo che lo tenterò di nuovo. Ho visto che si può vivere benissimo senza, ma indubbiamente con, la vita è diversa, ed io, nata nell’era digitale, farei molta molta fatica.

E comunque, togliendo il clichè del “ce la farei sicuramente” da brava scienziata ho applicato il metodo sperimentale, l’unico certo per sapere le cose.

Non è impossibile, serve solo un po’ di buona volontà.

 

Ora tocca a te: dicci la tua sull’esperienza di Martina!

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