Buon inizio settimana ragazzi!

Come sempre di lunedì ecco a voi i temi scelti dai tre giornalisti per la nuova settimana di concorso del quotidianoinclasse.it.

Orsola Riva, per il Corriere della Sera, in occasione della festa delle donne, l’8 marzo scorso, vi parla della sentenza choc che ha dimezzato la pena all’uomo che strangolò la sua fidanzata: il giudice ha ritenuto che la gelosia fosse un’attenuante.

Sembra tornare dunque il dramma della gelosia e questa sentenza ricorda il delitto d’onore degli anni ’50, un terribile passo indietro rispetto alle conquiste femminile degli ultimi anni e in antitesi rispetto alla forte emergenza femminicidi di questi tempi. Il sentimento che muove la gelosia infatti implica un’idea d’amore basata sul possesso in cui l’altra persona è considerata come un oggetto su cui si pensa di avere dei diritti. Voi, cosa ne pensate? Quanto conta secondo voi in una relazione, tra uomo e donna o anche tra ragazzi, il rispetto dell’altro inteso come persona con i suoi diritti e quanto invece il possesso esclusivo dell’altro quasi che fosse un oggetto che vi appartiene?

 

Luca Tremolada, per il Sole 24 Ore, vi chiede quale sarà secondo voi il mestiere del futuro. Quali saranno i principali lavori da qui a dieci anni?

Il dato emerso dal forum organizzato da Il Sole 24Ore fa riflettere: nei prossimi 5 anni sei mestieri su dieci cambieranno. Motore di questo cambiamento è certamente la tecnologia e la digitalizzazione. Unica certezza è che per affrontare i lavori futuri servirà certamente tanta matematica, ma anche molta creatività e gli anni a venire saranno quindi centrali le persone in grado di utilizzare le nuove tecnologie, anche applicate a settori tradizionali. Per il momento però nessuno sa davvero che competenze serviranno per le nuove sfide del mercato, sarà compito vostro scoprirle e  con un pizzico di creatività, inventare il vostro mestiere. Che cosa ne pensate?

 

Marcella Cocchi, per  Quotidiano Nazionale vi parla di Aids. 

In principio fu il paziente di Berlino. Dodici anni fa Timothy Ray Brown guarì dall’Aids grazie a un trapianto di cellule staminali. È notizia della settimana scorsa invece, pubblicata sulla rivista scientifica Nature, quella di un uomo inglese, infetto da Hiv che ha affrontato un trapianto dello stesso tipo e da 18 mesi non si riscontra più in lui il virus. Al giorno d’oggi ci sono 37 milioni di persone che ancora cercano di tenere sotto controllo con i farmaci questa malattia. In passato non era così e di Aids si moriva. C’erano grandissimi pregiudizi nei confronti dei malati e dei metodi di trasmissione di questa malattia e le pubblicità progresso delineavano scenari di contagio inquietanti. I tempi sono però cambiati. In queste settimane al cinema è proiettato Bohemian Rapsody, il cui protagonista ha di recente vinto l’Oscar come miglior attore nel ruolo di Freddy Mercury, cantante dei Queen morto di Aids. Che effetto vi ha fatto? Avete mai pensato al tema dell’Aids? Che idea vi siete fatti di questa malattia?

 

 

 

 

 

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