Buongiorno ragazzi,

ecco i temi che Orsola Riva, Luca Tremolada e Marcella Cocchi hanno pensato per voi!

Orsola Riva, per il Corriere della Sera, vi parla di laurea.

La giornalista parte da un fatto di cronaca: Flavio Briatore, il famoso imprenditore proprietario del Billionaire, ha rilasciato un’intervista in cui spiega che il figlio non avrà alcun bisogno di laurearsi se a 18 anni non sarà determinato ad andare all’università. Per Briatore, infatti, non c’è alcun problema: vorrà dire che il figlio andrà in azienda da lui.

L’intervista ha ovviamente suscitato un certo scalpore. Lo stesso Briatore vanta il fatto di non esser laureato e di aver conseguito soltanto il diploma di geometra, preso anche con i voti più bassi, ma presiede un gruppo con tantissimi dipendenti e oltre sei milioni di fatturato. Ha raccontato, inoltre, che solo uno dei manager della sua azienda ha conseguito la laurea.

La riflessione che la giornalista vuole fare con voi riguarda proprio la laurea. Il nostro paese soffre della mancanza drammatica di laureati: siamo il penultimo paese in Europa per numero di laureati (26,9%), la laurea rappresenta un vantaggio rispetto al diploma sia per la ricerca di lavoro sia per la possibilità di fare carriera, tuttavia molti scelgono di non andare all’università. E forse hanno ragione dal momento che esiste un tessuto di piccole e medie imprese che va avanti con dipendenti non laureati.

La domanda che dunque la giornalista vi pone è la seguente: secondo voi la laurea è importante per la vostra progressione personale e lavorativa? Viene abbastanza valorizzata in Italia oppure no? Voi ritenete che la laurea sia ancora un obiettivo da raggiungere oppure una volta finita la scuola sia meglio buttarsi direttamente nel mondo del lavoro?

 

Luca Tremolada, per il Sole 24 Ore, vi parla della cibersecurity.

Nel 2018 è entrata in vigore la nuova legge sul GDPR,  la normativa europea per la gestione dei dati sensibili. Questo, invece, probabilmente sarà l’anno della cybersecurity perché verranno fuori più attacchi da parte di organizzazioni criminali che non smettono di commettere reati in rete.
Il giornalista vi parla di questo tema perché riguarda non più solo le aziende, ma tutti quanti: chi non ha un’altissima istruzione informatica e soprattutto chi utilizza molto i social network.
Sulle piattaforme social si verifica spesso il furto dell’identità ovvero la possibilità che qualcuno entri nei nostri account per rubare i nostri dati, rubare l’identità, cambiare le carte in tavola.
Tremolada vi dice di stare attenti ai dati che rilasciate in rete: un numero di telefono, una strada, un nickname, l’indirizzo di posta elettronica, che permettono ai malintenzionati di sottrarvi la password dell’account o ancor peggio di avvicinarsi fisicamente a voi. State molto attenti a dare informazioni che riguardano la vostra persona, ma sappiate che questo non vuol dire che non possiate raccontare la vostra vita, i vostri gusti, le vostre esperienze.

State solo attenti a quelli che secondo la GDPR sono i dati sensibili.

 

Marcella Cocchi, per il Quotidiano Nazionale, vi parla del diritto di ridere.

Luca e Paolo, famoso duo comico, non condurranno più la striscia comica “Quelli che… dopo il tg”, ma al loro posto per volere del nuovo direttore di Rai2 Carlo Freccero, ci sarà una piccola trasmissione di approfondimento.

Senza entrare nella polemica politica che si è scatenata, i diretti interessati stessi hanno detto che non si è trattato di epurazione anche se evidenziano che i loro ascolti fossero in salita, la giornalista dice solo che sono stati accusati di aver ironizzato troppo sul Ministro dei Trasporti grillino Toninelli. Sicuramente la Rai non è nuova a questi episodi: Beppe Grillo nel 1986 disse di esser stato vittima del leader politico Bettino Craxi a causa della battuta “In Cina dove sono tutti socialisti a chi rubano?”, nel 2002 Berlusconi da Sofia fece il famoso editto bulgaro dicendo che Biagi, Santoro e Luttazzi stavano facendo un uso criminoso della televisione.

La giornalista a questo punto ricorda l’esistenza del diritto di satira, che sostanzialmente è la possibilità di prendere in giro e evidenziare i difetti, le contraddizioni e le ipocrisie di personaggi noti ovvero persone che hanno rinunciato a una parte del loro diritto alla riservatezza.

Qual è allora il limite? Non bisogna arrivare all’insulto. Re Lear, ad esempio, accettava che gli fosse raccontata la verità solo dal burlone di corte.

A voi quali esempi vengono in mente di personaggi che sono riusciti a farvi ridere mostrandovi un aspetto della realtà?

 

 

 

 

 

 

 

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